"Salviamo il giovane Masih, condannato a morte per la sua fede"

Condannato in Pakistan, con l'accusa, quasi certamente infondata, di aver insultato il profeta Maometto

“Salviamo Sawan Masih” il cristiano di 26 anni condannato a morte in Pakistan con l’accusa, quasi certamente infondata, di aver insultato il profeta Maometto. Oggi a Montecitorio verrà lanciata una raccolta di firme per salvare la vita al giovane operaio in carcere dallo scorso anno. Il 27 marzo Masih è stato condannato alla pena capitale dal tribunale di primo grado di Lahore. In queste ore i suoi legali presenteranno ricorso all’Alta corte della grande città pachistana contro l’uso indegno e anti cristiano della famigerata legge sulla blasfemia.

Masih si è sempre proclamato innocente. Nel marzo 2013 era stato denunciato da un “amico” musulmano, Imran Shahid. Durante una discussion fra i due il giovane cristiano avrebbe insultato Maometto. In realtà la diatriba verteva sul possesso di una piccola proprietà immobiliare. Il cristiano non voleva cedere ed il musulmano si è vendicato accusandolo di blasfemia. Sui 32 casi “religiosi” del 2013 ben 12 riguardano dei cristiani. Il 40% delle denunce nonostante la minoranza che crede in Gesù rappresenti appena il 2% dela popolazione.

L’aspetto più grave e paradossale riguarda la furiosa reazione di 3mila fanatici musulmani subito dopo l’arresto di Masih. Il sobborgo, Joseph Colony, dove viveva il giovane operaio è stato messo a ferro e fuoco distruggendo due chiese e 178 fra abitazioni e negozi. Bibbie e croci venivano bruciate in piazza. Gli 83 facinorosi islamici identificati come responsabili dell’attacco sono stati rilasciati su cauzione. Padre James Channan direttore di un centro di dialogo interreligioso di Lahore si chiede “perché nessun colpevole sia stato punito dopo gli attacchi orrendi contro quartieri e villaggi cristiani come a Shanti Nagar, Sangla Hill, Gojra (dove 7 cristiani sono stati bruciati vivi)? Dove è la giustizia e lo Stato di diritto?”.

La sentenza capitale è stata condannata anche dal Partito popolare che era al governo in Pakistan nella precedente legislatura. La coordinatrice, Nafisa Shah, l’ha definita “un aborto della giustizia, che servirà a emarginare ulteriormente le minoranze”. La Commissione diritti umani del Pakistan, ong molto conosciuta, ha denunciato “la nuova ondata di intolleranza” citando pure altri episodi come il tentato omicidio del giornalista Raza Rumi a Lahore e gli attacchi ai tempi indù nella provincia di Sindh.

L’Associazione dei pachistani cristiani in Italia ha lanciato l’idea della raccolta di firme per salvare Sawan Masih. All’iniziativa hanno aderito alcuni parlamentari guidati da Paola Binetti. Aiuto alla chiesa che soffre, l’associazione che denuncia le persecuzioni dei cristiani nel mondo appoggia la petizione. Anche il Vaticano si sta mobilitando per salvare la vita al giovane padre di tre figli condannato a morte per la sua fede.

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