Parigi val bene una rissa (e molti furti)

Parigi val bene una rissa (e molti furti)

ParigiLa battuta che circola in queste ore è la seguente: ormai negli ascensori della Tour Eiffel ci sono più poliziotti in borghese che turisti. Per non parlare di ciò che si ascolta nelle stazioni: «Hai preso il caricabatterie?», dice un ragazzo all'amica che sta per salire sul treno. Riferimenti ai recentissimi casi che hanno sconvolto la capitale francese: la giovane trascinata e violentata nel bagno di un Tgv mentre cerca di ricaricare il cellulare; un pullman di turisti saccheggiato da ultrà del Psg sotto la Tour Eiffel, i visitatori del Louvre vittime di borseggi, gruppi di cinesi derubati negli aeroporti; fino all'immagine degli scontri al Trocadero - 32 feriti e 39 fermi - durante le celebrazioni del titolo di campione di Francia nella notte di lunedì. Tutto questa settimana.
Episodi. Ma fanno seguito a un anno in cui l'insicurezza nei musei parigini e nei quartieri più frequentati dai turisti ha registrato picchi inediti. Perfino i dipendenti de Louvre hanno scioperato per sensibilizzare sulla crescita del borseggio. Più poliziotti dunque, in borghese ma presenti, nelle strade e dove i furti hanno raggiunto cifre da favela: 76 mila scippi nell'ultimo anno, l'11% in più rispetto al 2011. Intorno a Notre-Dame, all'Opera, a Montmartre. Negli aeroporti.
Nel Ps c'è una dialettica viva sui provvedimenti-sicurezza, che divide il ministro dell'Interno Manuel Valls, assimilato a Sarkozy per alcune scelte, dal resto del partito, che sta pure discutendo un'amnistia per le manifestazioni che riguardano, ad esempio, il sindacato. Ma Parigi rivuole indietro la sua immagine. Dimenticare i danneggiamenti di auto e saracinesche, i cassonetti arsi, le vetrine infrante e gli incidenti sugli Champs-Elysées, dove domenica la polizia era già intervenuta per sedare tifosi che nulla avevano a che fare con lo sport. Hanno rubato alla Ville Lumière la marca di città tranquilla, indiscutibilmente bella. Parsa invece quasi incapace di gestire il flusso di delinquenza. Il governo si trova ad affrontare questa «crisi» senza la possibilità di ricorrere alla tolleranza zero. Troppe le posizioni contrarie. Così, questa settimana, Valls ha appoggiato una soluzione intermedia che responsabilizzi i turisti, oltreché i cittadini: un volantinaggio per ricordare alle persone di tenere tasche e borse ben sorvegliate. Da giugno si chiederà di non fidarsi delle finte petizioni in strada, spesso promosse con lo scopo di derubare gli astanti. «Se si avvicina una persona, prosegui per la tua via», si leggerà nel testo, in francese e in inglese, redatto dalla prefettura col placet dell'ufficio Turismo. Una specie di autogestione della propria sicurezza, con la supervisione di agenti in borghese.
Macchie di sangue questa settimana anche nei pressi di Fouquet's, ritrovo tra i prediletti del sarkozismo, dove sono stati immortalati medici della Croce Rossa che praticano una fleboclisi a un ferito durante i «festeggiamenti» del Paris Saint-Germain. L'immagine del pullman a due piani sul quale viaggiavano ignari turisti, saccheggiato dai tifosi, ha fatto il giro del mondo. E se i dati dell'Osservatorio nazionale della delinquenza piazzano Parigi non più così lontana dai numeri di Marsiglia, la città ha deciso: dai musei ai quartieri della movida il numero di poliziotti crescerà per tutta l'estate. Il leader dell'estrema sinistra, Jean-Luc Mélanchon, dice che Hollande su certe questioni è di destra. Le autorità cercano di restituire all'immaginario collettivo la Midnight in Paris di Woody Allen, cancellando quella dei teppisti.
twitter @F_D_Remigis

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento