Ucraina, filorussi proclamano la Repubblica di Donetsk

Tensioni nell'Ucraina orientale. Annunciato referendum sulla secessione per l'11 maggio. Premier ucraino Yatsenyuk: "Vogliono un'altra Crimea". Osce: "Rischio guerra civile"

Ucraina, filorussi proclamano la Repubblica di Donetsk

Acque di nuovo molto agitate in Ucraina. Un gruppo di filorussi dell’Ucraina orientale che domenica ha occupato il palazzo della Regione di Donetsk, oggi ha proclamato la nascita della Repubblica sovrana di Donetsk. Gli autori del blitz hanno annunciato per l’11 maggio anche un referendum per la possibile annessione alla Russia della regione industriale. La decisione è stata annunciata da un portavoce dei manifestanti. Su Youtube sono state pubblicate immagini dove si vede una persona che parla ad una folta platea riunita all’interno dell’edificio dell’amministrazione locale e che scandisce: "Io proclamo la creazione dello stato sovrano della Repubblica popolare di Donetsk", precisando che la decisione entrerà in vigore dopo il referendum. E che la cosa è stata decisa e "concordata" con gli altri attivisti in azione a Lugansk e Charkiv, gli altri due grandi centri dell’Est ucraino dove ieri i militanti filo-russi sono tornati in strada e hanno lanciato blitz contro i palazzi del potere.

Governo ucraino: dietro c'è Mosca

C’è Mosca dietro l’occupazione di alcuni sedi del governo nelle città dell’Ucraina orientale. Non ha alcun dubbio il premier ad interim ucraino, Arseniy Yatsenyuk, secondo cui "tutti comprendono questa è la realizzazione di un piano" contro Kiev "per destabilizzare la situazione, in modo che truppe stranieri varchino il confine ed occupino il territorio". Si tratta, ha aggiunto il premier parlando in Parlamento, di "uno scenario scritto dalla Federazione russa per fare a pezzi e distruggere l’Ucraina". E, ancora, secondo la denucia di Yatsenyuk, le proteste sono state organizzate da "un gruppo di radicali che si coordinano con i servizi di intelligence di Paesi stranieri". Intanto le autorità ucraine hanno ripreso il controllo della sede del governo provinciale a Charkiv, presa ieri d'assalto da manifestanti pro Russia.

Putin: a Kiev ong pilotate dall'estero

Il Cremlino attacca le organizzazioni non governative, che ritiene direttamente coinvolte nelle proteste che hanno portato al cambio di regime in Ucraina: in Russia non verranno «usate» come a Kiev, dall’estero per organizzare un golpe, ha detto il presidente russo Vladimir Putin. Le autorità russe non permetteranno alle Ong di essere utilizzate dall’esterno per scopi distruttivi come è successo in Ucraina. "La legislazione russa crea tutte le condizioni per attività trasparenti e libere delle Ong» ha detto Putin. "Ma non potremo mai permettere loro di essere utilizzate per scopi distruttivi. Così, come è successo in Ucraina, dove è in gran parte attraverso le ONG finanziate dall’estero" che si è arrivati allo spodestamento
del presidente Yanukovich e all’insediamento di un nuovo governo ad interim. Secondo Putin proprio le Ong sono state il canale per sovvenzionare "strutture neo-naziste militanti che sono diventate la forza d’attacco principale contro lo Stato e per un colpo di stato anti-costituzionale". Putin ha parlato durante una riunione del consiglio supremo del Servizio di Sicurezza Federale (Fsb), erede del Kgb.

Osce: sventare rischio guerra civile

Ciò che sta avvenendo in Ucraina mostra evidenti "spaccature che indicano l’esistenza di un grosso rischio di guerra civile" e, quindi, "è importante che si trovi terreno di accordo anche a livello internazionale". Lo dice all'Ansa è il segretario generale dell’Osce, Lamberto Zannier, convinto che "se l’Ucraina non viene mantenuta come un ponte, come entità che deve trovare equilibrio tra i due campi, c’è rischio di frattura tra metà che va a Est e metà che va a Ovest".

Ue preoccupata, pensa a terza fase sanzioni

"Stiamo monitorando la situazione con preoccupazione", dice la portavoce di Catherine Ashton, commentanto le notizie dall’est dell’Ucraina. "Ogni richiesta politica - aggiunge Maja Kocijancic - va presentata con sistemi democratici e senza uso della forza. Ribadendo il «forte sostegno" Ue all’ integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina, la portavoce poi specifica che Bruxelles sta facendo "tutto quanto necessario per essere pronta appena possibile" per le sanzioni di terzo livello alla Russia.

Usa: Putin smetta di destabilizzare

Gli Stati Uniti sono preoccupati degli sviluppi in Ucraina e chiedono al presidente russo, Vladimir Putin di cessare tutti gli sforzi per destabilizzare il Paese: lo ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney.

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