“Era il tempo migliore, era il tempo peggiore”. Ursula von der Leyen sceglie Charles Dickens per fotografare l’Europa di oggi nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione. Un’Unione che, nelle parole del presidente della Commissione europea, non sarebbe mai stata così forte ma - allo stesso tempo - così esposta alle tensioni di un mondo sempre più instabile.
“La velocità del cambiamento è incredibile, le sfide sono eccezionali. Se guardo all’Europa di oggi, la mia opinione è questa: la nostra Unione non è mai stata così forte, eppure può apparire anche più precaria che mai”, ha spiegato la von der Leyen. Due affermazioni apparentemente in contraddizione, ma che secondo la leader dell’esecutivo europeo descrivono “un’epoca complessa, fatta di grandi possibilità e grandi pericoli, che tutti i Paesi cercano di affrontare”.
Un passaggio significativo riguarda l’autonomia europea. “Solo l’Europa può fornire agli europei la vera sovranità, di cui hanno bisogno nella fredda fragilità del mondo di oggi”, ha scandito la von der Leyen. Secondo il presidente del governo europeo, Bruxelles avrebbe già imboccato la strada verso una maggiore indipendenza: “In questo mondo, l’Europa ha scelto di tracciare la propria strada. E sta emergendo un’Europa più forte e indipendente”. La von der Leyen ha dunque rivendicato un’Unione che “sta garantendo la propria prosperità”, si sta “liberando dalla sua tossica dipendenza dai combustibili fossili russi”, è “diventata la più grande potenza commerciale al mondo” e sta “trasformando la propria politica industriale nel rispetto del modello sociale unico”.
Poi la difesa. La Von der Leyen ha ricordato l’aumento di quasi l’80 per cento della spesa militare negli ultimi cinque anni e la revisione “radicale” dell’approccio alla sicurezza. “Questa è un’Europa che si schiera per gli uni e per gli altri, come stiamo facendo stando al fianco dell’Ucraina mentre combatte per il proprio futuro e per la nostra libertà. O quando ci siamo schierati al fianco della Groenlandia quando era minacciata. O quando droni, attacchi ibridi o disinformazione prendono di mira le nostre democrazie”.
Nel mirino del presidente della Commissione finiscono anche le divisioni interne all’Unione. Le preoccupazioni reali degli europei, il suo monito, “vengono strumentalizzate per creare divisioni tra noi. A volte dall’esterno ma troppo spesso anche dall’interno”. La risposta, per la von der Leyen, passa ancora una volta da una maggiore capacità di azione comune: “La nostra strada è chiara: costruire un’Europa indipendente che abbia il potere di agire”, affinché il destino del continente “resti nelle mani degli europei”.
Un passaggio che si lega al riferimento all’“ascesa dell’estremismo” e al “declino delle sfumature”. Sullo sfondo ci sono la guerra in Ucraina, la competizione industriale globale e quella che la von der Leyen definisce una “battaglia di narrazioni” volta a indebolire la fiducia nelle istituzioni europee. Senza dimenticare, però, i problemi più immediati dei cittadini, “non da ultimo il costo della vita o dell’abitazione”.
Da qui la chiamata all’unità. “La nostra scelta è chiara. Vogliamo un’Europa forte e indipendente che difenda i propri valori in questo mondo, o lasciamo che divisioni e dipendenze ci frenino?”, ha chiesto la von der Leyen, prima di un affondo più politico: “Vogliamo unirci intorno alla nostra idea europea secondo cui insieme possiamo decidere il nostro destino, o lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai tirapiedi e dai burattini degli autoritari? Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropeisti, che si tratti dell’interferenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso: disprezzano i nostri valori e vogliono spezzare la nostra unità europea”. “Quindi non limitiamoci a contrastare tutto ciò, combattiamo insieme per la nostra idea europea”, ha aggiunto.
Nel corso del suo discorso sullo stato dell’Unione, l’ex ministro della Difesa di Berlino s’è soffermato sul dossier clima. “Questa è stata l’estate della verità”, la sua analisi: “Quasi nessuna parte del nostro continente è stata risparmiata”. E ancora: “Le fiamme hanno infuriato dalle montagne d’Irlanda alle isole della Grecia e della Croazia. Sulle Alpi, antichi ghiacciai arretrano ogni giorno di più”. Pronta la proposta: “Presenteremo un piano europeo contro le ondate di calore: abbiamo bisogno di migliori sistemi di allerta precoce e di una migliore preparazione sanitaria, abbiamo bisogno di adattamento urbano e raffrescamento. Dobbiamo sostenere i più vulnerabili”.
Un altro tema affrontato dalla von der Leyen è l’intelligenza artificiale. L’AI Act è “un elemento cruciale” e pone il continente “nella posizione di poter orientare gli sforzi globali su come affrontare la questione”. Ora l’Ue intensificherà “il suo impegno insieme ai partner che condividono la nostra visione, come il Canada e il Regno Unito”. “Vogliamo collaborare sulla valutazione dei modelli, la verifica, l’allerta precoce, la sicurezza dell’Ai e molto altro”, ha aggiunto: “Inviterò i principali laboratori all’avanguardia a un dibattito su come possiamo sostenere gli sforzi in corso per stare al passo con le innovazioni”.
Limitando i rischi dell’intelligenza artificiale è possibile massimizzarne i benefici, ha proseguito la von der Leyen: “Abbiamo già fatto molto, ad esempio sulle gigafactory e sulla sovranità tecnologica. Ma la prossima tappa di questa corsa non riguarda solo i modelli all’avanguardia”. E ancora: “Non è necessario che siamo noi a sviluppare la tecnologia all’avanguardia per essere quelli che ne traggono il massimo valore: la chiave sta nel creare il valore che l’AI non ha ancora generato. Portare l’intelligenza artificiale dallo schermo all’economia reale e alla società, nelle fabbriche, nei reparti ospedalieri, nell’agricoltura di precisione, nelle nostre reti energetiche, per la guida autonoma, per la difesa. È qui che si nasconde il vero valore ed è qui che l’Europa ha grandi vantaggi. Abbiamo industrie di livello mondiale che dispongono di dati della massima qualità. Tutti questi dati sono un prezioso tesoro europeo”.
La von der Leyen ha poi acceso i riflettori sui diritti delle donne. “I nostri valori fondamentali sono messi in discussione”, il suo j’accuse: “Vogliono farci arretrare sui diritti delle donne e riportarci a un’epoca in cui le donne erano cittadine di seconda classe”. Il presidente della Commissione europea ha poi aggiunto: “Abbiamo lottato così duramente per la parità di trattamento, per le pari opportunità, per la parità salariale. Le donne sono qui per restare. Difenderemo i nostri diritti. E continueremo a difendere i nostri valori ogni singolo giorno”.
Tra gli ospiti d’onore al Parlamento europeo c’è Mark Carney. Rivolgendosi direttamente a lui, la von der Leyen ha affermato: “Caro Mark, ho detto che dobbiamo ripensare urgentemente le nostre partnership. Per questo, vorrei lavorare con voi per aprire la strada affinché il Canada diventi il primo membro associato dell’Ue. Condividiamo un oceano, un insieme di valori e una visione del mondo. E ora costruiremo insieme il nostro futuro”.
La questione Ucraina è stata citata a più riprese dalla leader del governo europeo, che ha ricordato come il popolo ucraino combatta per qualcosa: “Combattono per la sopravvivenza del loro Stato, della loro identità e della loro libertà. E lottano anche per la nostra libertà e la nostra autodeterminazione. Il nostro compito rimane quello di sostenere l’Ucraina in questo sforzo con tutte le nostre forze”. A tal proposito, la von der Leyen ha spiegato che l’obiettivo è quello di “sviluppare un sistema di difesa missilistica economico e modulare. Il fulcro di questa collaborazione è Freyja: uniremo l’esperienza di combattimento e la forza innovativa degli ucraini alla leadership tecnologica europea”.
Non è mancato un passaggio su Israele. “Le profonde sofferenze a Gaza e la violenza incontrollata dei coloni in Cisgiordania hanno profondamente colpito gli europei. La decisione del governo di Tel Aviv di portare avanti il progetto illegale di insediamento E1 è inaccettabile”, ha spiegato la von der Leyen: “L’anno scorso ho esortato l’Europa ad agire e a proporre una serie di misure. È doloroso per molti europei che gli Stati membri non siano riusciti a raggiungere le maggioranze necessarie per una risposta unitaria. Alcuni Stati membri hanno già intrapreso iniziative in tal senso, mentre altri stanno valutando di farlo”
La von der Leyen è intervenuta anche su Ceuta e non ha utilizzato mezzi termini: “Ceuta è Spagna. Ceuta è Europa”. “Tutte le nostre frontiere esterne sono frontiere europee. Vorrei quindi rivolgermi direttamente al popolo spagnolo: la frontiera di Ceuta è una frontiera europea. Perché Ceuta è Spagna. Ceuta è Europa. E l’Europa sarà al vostro fianco”, le sue parole: “Gli eventi di questa estate dimostrano che i nostri strumenti devono evolversi, soprattutto per le situazioni di emergenza. Soprattutto in scenari in cui i movimenti di massa vengono orchestrati e strumentalizzati a fini politici. Per quesot motivo proporremo un nuovo strumento europeo di risposta alle emergenze”.
Capitolo social media: la von der Leyen ha annunciato l’Eu Kids Act. “Domani la Commissione lo proporrà: adotteremo un approccio graduale e differenziato”, ha spiegato: “Ogni fascia d’età ha le sue specifiche esigenze e, di conseguenza, ciascuna avrà un livello di protezione adeguato. Nessun utilizzo dei social media per i minori di 13 anni e nessun account personale per i minori di 15 anni. Questo significa che dai 13 ai 15 anni saranno permessi solo mini-account creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità limitate e restrizioni di tempo”.
