Facebook si piega alla Cina: "Sì a strumenti di censura"

Pur di intercettare i 400 milioni di abitanti cinesi, Mark Zuckenberg sembrerebbe accettare che i contenuti del social siano controllati

Nel giro di poco, Facebook potrebbe potenzialmente raggiungere 400 milioni di iscritti al miliardo e 800 milioni attuali. Si tratta della popolazione della Cina, mercato che Mark Zuckenberg punta da tempo.

Il fondatore di Facebook è infatti impegnato da mesi nel corteggiamento delle autorità cinesi. Ha incontrato il presidente Xi Jinping, si è recato in vista al paese più volte e si sta sforzando di apprendere il mandarino.

Il vero sforzo di avvicinamento alla Cina, scrive il New York Times, sta avvenendo però all'interno del suo social network che, stando al quotidiano, sta silenziosamente sviluppando strumenti di censura da sottoporre a Pechino, nel tentativo di guadagnare l'accesso al mercato cinese, dove al momento gli è vietato di operare.

A rivelare le attività di Facebook, in netto contrasto con l'immagine che di sè dà l'azienda, sono stati tre ex dipendenti anonimi, secondo cui lo sviluppo degli strumenti di censura delle informazioni su base regionale è voluta e sostenuta dallo stesso Zuckenberg.

Prima d'ora Facebook ha già limitato l'accesso ai contenuti in altri paesi, come Pakistan, Turchia e Russia. Tra gennaio e dicembre dello scorso anno, il social network avrebbe bloccato 55 mila contenuti in 20 diversi paesi.

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