Far eleggere i giudici dal popolo comporta rischi troppo alti

Dato che in Italia la magistratura ha il potere supremo, non sarebbe il caso che chi ne fa parte venga scelto direttamente dal popolo con regolari elezioni? Forse così si potrebbe ancora parlare di Democrazia.
Milano

Cara amica, m'è già capitato di rispondere a lettere invocanti il giudice elettivo come rimedio ai mali della giustizia italiana. Al principio che la giustizia debba essere espressione della comunità in cui viene amministrata, una giustizia che viene dal basso, si ispirano le giurie anglosassoni con le loro sentenze definitive e non motivate. Anche negli Usa si è capito tuttavia che queste norme possono generare inconvenienti. Come quello - in tempi di discriminazione razziale - di giurie che assolvevano sistematicamente un bianco se la sua vittima era un nero. Ma si credeva e si crede comunque in una giustizia che non si adegui a un empireo supremo di massime sapienti e di uomini sapienti. I criteri con cui i giudici vengono arruolati in Italia sono da riformare alla radice. I concorsi pubblici hanno dato la toga a personale in massima parte proveniente da tre regioni italiane - Campania, Calabria e Sicilia - in cui minimo è il tasso di legalità e massimo il tasso di cavillosità. C'è qualcosa di profondamente sbagliato in questa situazione. Bisogna cambiare. Ma il giudice elettivo avrebbe secondo me - l'ho già scritto - conseguenze deleterie. Nelle aree dove la mafia, la camorra e la 'ndrangheta spadroneggiano, e orientano il voto, sarebbero eletti, per rendere giustizia, ceffi della peggior specie, affiliati alla criminalità organizzata. Dio ce ne guardi.

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