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Fiera: il «giallo» del viaggio in Florida

Fiera: il «giallo» del viaggio in Florida

(...) anche la presidente della Fiera di Genova, Sara Armella. Che sia andata a guardare come si fa un Salone Nautico di successo dopo i risultati deludenti dell’ultima edizione nostrana? Può darsi, anche se, in effetti qualcuno ha avanzato dei dubbi sulla necessità di tale presenza oltreoceano, a meno che non sia stato un viaggio di piacere, a proprie spese. «In un momento come quello attuale, dove mi si dice che girano voci su un ridimensionamento del personale in Fiera mi si deve spiegare che necessità ci sia di spendere per una trasferta di questo genere, tanto più che la Fiera dà gli spazi al salone, ma non è diretta organizzatrice dell’evento, che è appannaggio dell’Ucina, da sempre», tuona il consigliere regionale del Pdl Matteo Rosso che ha presentato un’interrogazione sul viaggio americano della delegazione fieristica, visto che la presidentessa non sarebbe stata sola, bensì accompagnata da un collaboratore. Rosso vuol vederci chiaro: «Se la Fiera ha pagato il viaggio, nonostante i tempi di ristrettezze in cui ci troviamo, sarebbe importante sapere quanto è costato e che tipo di biglietto aereo si sia scelto, se economy class o business class».
Anche gli addetti ai lavori si sarebbero stupiti di vedere a Miami la presidentessa Armella, che tuttavia potrebbe a questo punto voler entrare più direttamente nella gestione del Salone Nautico di Genova in programma in autunno. Gli espositori da parte loro, come contributo alla realizzazione di un buon Salone si accontenterebbero di non veder lievitare le già salatissime tariffe di affitto degli spazi espositivi, ragion per cui alcuni cantieri, anche importanti, hanno preferito non partecipare alla passata edizione.

Nel frattempo Ucina tira le somme del salone di Miami, giunto alla 70esima edizione, che da sempre mette in vetrina la nautica italiana «la cui produzione destinata ai mercati esteri è pari al 63 per cento - spiega Anton Francesco Albertoni, presidente Ucina - dato che conferma l’Italia al vertice della classifica dei paesi esportatori di imbarcazioni da diporto nel mondo di cui gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato per un valore superiore ai 100 milioni di euro».

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