Clima di altissima tensione in casa M5s. Aspirante leader del campo largo, Giuseppe Conte deve fare i conti con alcune grane interne, a partire dal dossier Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento ha dichiarato guerra all’ex primo ministro sul simbolo e sui 300mila euro del contratto di consulenza per la comunicazione. Molti attivisti sono dalla parte del comico, è noto, anche per la distanza chilometrica tra l’attuale corso pentastellato e il progetto delle origini. E ora Conte deve fare fronte a un altro attacco frontale: quello di Davide Casaleggio.
Intervistato dal Corriere della Sera, il figlio del co-fondatore del Movimento non ha utilizzato troppi giri di parole: "Penso che il miglior modo di rispettare la storia del Movimento sia chiarire che si tratta di una grandiosa avventura con valori che oggi non esistono più. C'è una sentenza del Tribunale di Genova che chiarisce che il logo non è di proprietà dell'attuale associazione". Ma non è tutto, Casaleggio ha poi aggiunto a proposito di Conte: "L'ho sempre detto che Giuseppe Conte sarebbe un ottimo leader per il Pd". Secondo Casaleggio, inoltre, "cambiare nome e simbolo può essere un atto di chiarezza, non di debolezza".
Per quanto concerne il referendum della giustizia, Casaleggio ha dichiarato di aver votato sì "per la separazione delle carriere e il sorteggio pur non condividendo tutta la riforma, in coerenza con il programma di governo del M5s del 2018. Il sorteggio è uno strumento potente e sottovalutato: lo estenderei alle Authority, per sottrarle al poltronificio della politica. In altri Paesi le assemblee sorteggiate stanno producendo risultati concreti". Soffermandosi sul governo guidato da Giorgia Meloni, l’imprenditore ha detto che nel suo "campo, quello dell'innovazione, ha avuto un buon avvio sulla governance dell'Ai ma poi si è fermato".
Sul punto ha rimarcato che l’Italia "è il secondo Paese manifatturiero d'Europa ma investe in intelligenza artificiale una frazione di Francia e Germania. Stiamo discutendo di centrali a carbone mentre i milioni di posti di lavoro verranno trasformati dall'automazione nel prossimo decennio. Nel libro che uscirà a giugno mappo questi scenari con dati italiani".