Da domani al 3 giugno torna a Rho Fiera, per il secondo anno, Anteprima d'Estate, l'evento primaverile promosso da Artigiano in Fiera. Dalle 10 alle 22.30, con ingresso gratuito (il pass si può scaricare sul sito artigiano.it ma chi non riesce troverà assistenza all'ingresso).
Presidente Antonio Intiglietta cosa è cambiato rispetto all'anno scorso?
"La prima novità riguarda le presenze. Gli espositori sono passati da 800 a 1.000. Sono artigiani che provengono da 50 Paesi e che arrivano qui nonostante le condizioni drammatiche del momento, l'incertezza data dalle guerre e i costi di spedizione decisamente più onerosi. Vuol dire qualcosa. Intravedo da parte loro un forte desiderio di vivere nella normalità e nella pace".
Fra i 50 Paesi rappresentati ci sono territori in guerra?
"Sì. Ci sono imprenditori dell'Iran (circa 15), dell'Ucraina, della Siria, dell'Africa e dell'Asia, molti sono cresciuti in situazioni di incertezza. Penso tuttavia che il lavoro sia sentito come collante, non ci si vede attraverso i conflitti ma per l'apporto che ciascuno sa dare. L'artigianato esprime in modo genuino le personali capacità".
La fiera come luogo di accoglienza?
"Certo, il cuore di Anteprima d'Estate è proprio la convivenza. I visitatori, inoltre, hanno dimostrato di apprezzare le diversità, lo vediamo dai social. Ci sono 4 padiglioni, ogni incontro diventa una scoperta, ogni creazione racconta una storia, lo scambio non è solo fatto di oggetti è anche di conoscenze e di curiosità. L'anno scorso abbiamo avuto 200 milioni di visitatori".
Si entra in uno stand e si chiacchiera?
"Così funziona. I visitatori sono incuriositi da un prodotto e chi lo realizza ha piacere di condividere come è stata trasformata la materia prima. Accade nel cibo, nella cosmesi e nell'abbigliamento. Il pubblico completa l'artigiano. Perchè si viene in fiera? Per farsi conoscere e conoscere, oltre che per confrontarsi con gli altri concorrenti. Un'artigiana algerina presente anche all'Artigiano in Fiera mi ha detto che siamo stati una famiglia per lei perchè l'abbiamo aiutata a crescere. E si riferiva a tutti quanti, al pubblico e ai competitor".
La parte del leone spetta all'Italia?
"Come sempre, abbiamo tutte le regioni rappresentate. Le più numerose sono la Calabria con 90 imprese, la Sicilia con 80 e la Lombardia con 95".
Ci faccia immaginare il viaggio.
"Dalle creazioni artistiche ai tessuti, dagli abiti comprensivi di accessori, cappelli, borse e gioielli di ogni foggia, dal design agli arredi da giardino. E poi le chicche: sarà presentata la birra olistica Love nata fra le colline della Franciacorta con malti e luppoli selezionati, senza pesticidi. O una cosmesi innovativa, nata nel bresciano, derivata dall'elicicoltura (allevamento di chiocciole). La mappa è chiara, lo spazio è accogliente grazie al boulevard centrale dotato di panchine".
E il percorso gastronomico?
"Apprezzatissimo, le 8 isole del gusto sono una state una delle esperienze più coinvolgenti. Ci sono i sapori italiani e quelli dal mondo. Partendo dal centro nord dell'Italia: Trentino e Alto Adige con i salumi. Poi i mieli e gli aceti del Piemonte, gli oli e i formaggi della Toscana. Nella piazza dedicata ai sapori di terra e di mare si trovano focacce, pesce, risotti e carne di fassona. Al Sud troviamo il bergamotto di Calabria, proposto come granita o il Pane di Cuti che richiama l'antico rito della pagnotta marchiata a fuoco perchè ogni famiglia riconoscesse il proprio".
Domani è previsto uno sciopero dei trasporti e dei mezzi.
"Vorrei fare un appello premettendo che un'agitazione indetta anche contro le guerre finisce per penalizzare proprio quegli artigiani che da Paesi in guerra o in condizioni di fragilità arrivano a Milano per lavorare.
Confidiamo nella responsabilità della maggioranza dei lavoratori, ricordando che le agitazioni promosse da sigle sindacali minori difficilmente bloccano la città. L'appello è di non rinunciare a visitare la fiera domani proprio per sostenere gli artigiani che hanno affrontato un lungo viaggio".