Lo scandalo è generativo si sa, ma con Jeffrey Epstein ha toccato un culmine: le librerie sono affollate di saggi, memoir e cronache esclusive fino al fenomeno editoriale, in Italia come altrove, alimentato dal desiderio di capire come funzionino potere, impunità e complicità istituzionali. Come se gli Epstein files, i giorni di galera con le interviste allucinate, i sedili posteriori delle berline e i party a bordo piscina in isolette pagate 8 milioni di dollari potessero davvero raccontare qualcosa di nuovo sul Male. Per citare alcuni tra i titoli comparsi solo nelle ultime settimane, sul fronte della cronaca giornalistica si colloca La verità sugli Epstein files di Patterson, Connolly e Malloy (Chiarelettere), aggiornamento del loro storico instant book Sporco ricco. Il filone del commento dei documenti desecretati è rappresentato da Epstein files a cura di Enrica Perucchietti (L'Indipendente) e, in forma di strumento enciclopedico, dal volume 101 di MillenniuM diretto da Peter Gomez, un dizionario ragionato dei protagonisti dello scandalo, con un long form firmato Nicola Borzi. La narrazione dettagliata e biografica trova spazio in I veri Epstein files di Barry Levine (Newton Compton) mentre Nella rete di Epstein di Pino Casamassima (Aliberti) combina cronaca giudiziaria e ricostruzione narrativa. Lo scandalo ha generato, appunto: un filone a metà tra true crime, inchiesta giornalistica e instant book socio-voyeuristico, nutrito dalla progressiva desecretazione dei file giudiziari, con contenuti che variano dalla cronaca giornalistica alla narrazione dettagliata di vite private, ville, voli e relazioni con i potenti della terra. La componente "buco della serratura", innegabile, viene però ancora soddisfatta soprattutto dal memoir di Virginia Giuffre, scritto con la giornalista Amy Wallace, che nel 2025 negli Stati Uniti ha debuttato al numero 1 della classifica New York Times e lì è rimasto per cinque mesi: "Nobody's girl. La mia storia di sopravvivenza in nome della giustizia. Il caso Epstein", tradotto da Bompiani alla fine dello scorso anno.
Dobbiamo attenderci altro? Il saggio considerato il riferimento giornalistico sul caso, Perversion of Justice di Julie K. Brown, la reporter del Miami Herald che riaprì materialmente l'indagine su Epstein nel 2018, non risulta ancora tradotto in Italia.