Da Fini no a Verdini: "Prima risposte politiche" Il premier: "Basta divisioni, serve un Pdl unito"

Fini non va da Verdini: "Finché non ci saranno
risposte politiche ai problemi che ho sollevato è prematuro incontrarsi, soprattutto con intermediari&quot;. Berlusconi: &quot;Finirebbe come le altre volte&quot;. Il pizzino di Fini: &quot;Fare pace? Fare finta!&quot; (<strong><a href="/video/pdl_ecco_pizzino_fini/id=pizzino_fini">guarda il video</a></strong>)

Roma - Niente incontro tra Gianfranco Fini e Denis Verdini, doveva essere previsto in giornata ma il portavoce del presidente della Camera smentisce che sia in agenda. Poi Fini rincara: "Fino a quando non ci saranno risposte politiche ai problemi che ho sollevato è prematuro fare incontri, soprattutto con intermediari". Immediata la replica del presidente del Consisglio, Silvio Berlusconi, che ribatte: "Basta divisioni e polemiche, serve un partito unito".

Fini: "Niente intermediari" "Fino a quando non ci saranno risposte politiche ai problemi che ho sollevato è prematuro fare incontri, soprattutto con intermediari". Parlando con i più stretti collaboratori Fini ha spiegato in questi termini il motivo per cui per il presidente della Camera l’incontro con i vertici del Pdl appare prematuro. "Nel corso della direzione nazionale - ha argomentato l’ex leader di An - ho sollevato problemi politici come la lotta alla corruzione e i costi del federalismo che oggi si sono rivelati più pressanti e reali. Attendo ancora delle risposte politiche su queste questioni". Il presidente della Camera ha poi negato di essere interessato a temi relativi all’organizzazione interna del Pdl: "Tutte le questioni degli organigrammi possono stare a cuore a chi fa parte di questi organigrammi, non certo a me".

Berlusconi: "Basta divisioni" Da una parte c’è la realpolitik, la considerazione che visto il momento difficile (leggi crisi economica, inchieste incombenti) una "stabilizzazione" della convivenza va trovata. Dall’altra c’è il rapporto umano, ormai compromesso, con molta probabilità in modo non più sanabile. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo ha spiegato ieri durante una cena con i consiglieri regionali del Lazio. "Io con Fini sono pronto a metterci una pietra sopra, ad andare oltre". Ma c’è un ma. Perché a suo giudizio i problemi posti dal presidente della Camera durante la ormai famosa direzione del Pdl erano "secondari" e comunque già "risolti". L’invito a marciare compatti sarebbe arrivato dal premier Berlusconi durante il pranzo di oggi a palazzo Grazioli con i cosiddetti "lealisti" del Pdl sul caso Sicilia: "Basta divisioni e polemiche, serve un partito unito".

Il biglietto a Veltroni A sera, poi, una nuova potenziale polemica è pronta a esplodere, a causa di un bigliettino scritto dal Presidente della Camera. Mentre accanto a lui ci sono Walter Veltroni e Franco Frattini, l’ex leader di An scrive, prendendo spunto dal titolo del libro che sta presentando: "Fare pace? Fare finta!". Tutto, ovviamente, descrive il clima nel Pdl. Dal canto suo il premier, viene riferito, avrebbe commentato per l’ennesima volta con un "io non ho risposte diverse da dargli". Istintivamente, infatti, Berlusconi è "infastidito" da questi modi di fare che ai suoi occhi sono solo "vecchia politica". E però le colombe continuano a volare sopra palazzo Grazioli, invitando il premier a mettere da parte la personale antipatia e a lasciare aperta la porta del dialogo. Di una cosa, tuttavia, il presidente del Consiglio si sarebbe detto certo: "Un incontro faccia a faccia adesso sarebbe inutile. Finirebbe come le altre volte".

Un possibile incontro Roberto Menia, lasciando Palazzo Grazioli prima di vedere Fini, ha auspicato un faccia a faccia tra i due cofondatori. E però Berlusconi con i suoi non si sbilancia: ci penserò, si sarebbe limitato a dire. In fondo, alla base di questa logica c’è anche una valutazione politica, espressa ieri sera con alcuni consiglieri regionali del Pdl nel Lazio: "Prima di quella direzione avevamo periodicamente riunito l’ufficio di Presidenza. La Russa, gli altri ex An e gli uomini vicini a Fini non hanno mai tirato fuori quei problemi, che in ogni caso io considero assolutamente secondari". Problemi sui quali si è votato e che il Cavaliere considera "risolti".