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La firma di Fontana per l'autonomia. "Più materie per noi e più responsabilità"

Ieri accordo col governo su professioni, Protezione civile e finanza per la sanità

La firma di Fontana per l'autonomia. "Più materie per noi e più responsabilità"
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Un momento non solo simbolico, ma al tempo stesso storico che avvicina la Lombardia all'autonomia tanto attesa. Almeno sulle prime materie. Ieri dal Consiglio dei ministri è arrivato il via libera agli schemi di intesa preliminari sottoscritti dal governo e da quattro Regioni, oltre a Lombardia anche Piemonte, Veneto e Liguria.

"Per la prima volta da quando si parla di regionalismo, c'è un passaggio ufficiale per l'attuazione concreta dell'autonomia. Si tratta di un traguardo storico" esulta il ministro Roberto Calderoli, a cui va riconosciuto il merito di non essersi mai fermato davanti ai paletti della Corte costituzionale e a un dibattito politico spesso aspro. Mai, infatti, anche negli anni in cui l'autonomia era arrivata sui tavoli dei vari governi, il Cdm era arrivato al punto di approvare uno schema di intesa preliminare. L'accordo riguarda quattro materie: tre che non prevedono la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni, la Protezione civile, le professioni e la previdenza complementare integrativa e poi la parte della sanità che interessa il coordinamento della finanza pubblica. "Sono anni che aspettiamo questo passaggio" commenta il governatore della Lombardia Attilio Fontana che ha partecipato al Cdm a Roma insieme agli altri presidenti di Regione coinvolti. Secondo Fontana, fin qui sull'autonomia è stato fatto un racconto "mistificato" che ha portato anche i governatori del Sud "a farsi vincere dagli slogan". Anche perché "non ci danno soldi in più - sottolinea Fontana - ma solo la possibilità di gestire un po' più direttamente alcune materie. Per esempio possiamo predisporre, in caso di calamità, un'ordinanza di emergenza senza aspettare il governo. Come può essere un problema?". Si tratta di "prendersi responsabilità. E noi ce le assumiamo. Poi se sbagliamo, sarà colpa nostra. Quando questa proposta diventerà legge - aggiunge -, la gente si renderà conto di come tutte le bugie che sono state raccontate in questi anni non siano assolutamente realtà". Il passaggio di ieri, per Fontana, non è una risposta al momento difficile della Lega dopo l'addio di Roberto Vannacci: "Non c'entra niente il generale. E noi dobbiamo continuare a parlare dei temi del Nord".

Adesso le Regioni coinvolte dovranno approvare l'intesa definitiva, con il Cdm che predisporrà un disegno di legge da trasmettere alle Camere per il passaggio definitivo. La Lombardia, una volta completato l'iter, potrà incidere di più nella regolamentazione delle professioni che non richiedono l'iscrizione a un albo e nella gestione della previdenza complementare integrativa dei dipendenti pubblici, ma anche attivare direttamente uno stato di calamità snellendo i tempi e le procedure per quanto riguarda i ristori.

Il sottosegretario lombardo con delega all'Autonomia Mauro Piazza, mette l'accento anche sulla questione sanitaria, con la possibilità di superare la logica dei silos e quindi indirizzare le spese in base alle proprie necessità. "Inserire anche questo tema - spiega Piazza - è stata un'intuizione di Fontana. Il passaggio in Cdm dimostra la nostra tenacia e quella di Calderoli e risponde anche alle critiche di chi diceva che l'autonomia sarebbe stata abbandonata".

Adesso "abbiamo fatto un piccolo forellino nella diga del centralismo", prosegue Piazza, evidenziando che comunque la Lombardia sta continuando a lavorare anche sulle altre materie: "Iniziamo a portare qualcosa a casa, ma siamo pronti per andare avanti".

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