Fondi, luglio ritorna in attivo Raccolta a quota 1,8 miliardi

A luglio torna in attivo l’industria italiana del risparmio gestito: lo scorso mese la raccolta è stata positiva per 1,804 miliardi di euro, contro la perdita di 1,426 miliardi accusata a giugno. A registrare l’inversione di tendenza è Assogestioni, l’Associazione che raccoglie i protagonisti del risparmio gestito italiano, nella tradizionale fotografia su un settore che comunque da inizio anno accusa ancora un rosso da 12,581 miliardi. In effetti, nel 2009 il mondo dei fondi comuni ha visto soltanto due mesi positivi, ovvero luglio e maggio, quando la raccolta aveva mostrato la prima inversione di tendenza dall’agosto del 2007.
Il patrimonio dell’industria è risalito a 412,578 miliardi da 401,264 miliardi, segno che i capitali stanno tornando ad affluire verso il risparmio gestito. «Gli istituti «sono tornati a spingere i fondi», commenta Saverio Scelzo, amministratore delegato di Copernico Sim.
Guardando alle categorie, il risultato più significativo è quello dei fondi obbligazionari che hanno registrato una raccolta netta di oltre un miliardo, a fronte di un patrimonio di 156,5 miliardi, pari al 37,9% degli asset complessivi. Si conferma poi il buon momento dell’azionario, che ha visto una raccolta positiva per 561 milioni (+43 milioni il mese precedente), complice probabilmente il buon recupero messo a segno dalle Borse. E tornano a vedere il segno più anche i fondi di liquidità: +655 milioni, dopo il rosso di 480 milioni segnato a giugno. Poco significativi, invece, i risultati dei prodotti bilanciati (-44 milioni, da +44 milioni di giugno) e dei flessibili (+142 milioni, da -55 milioni). Aumenta, inoltre, l’emorragia dagli hedge: -584 milioni dopo il rosso di 129 milioni segnato a giugno. Analizzando i dati in base al domicilio, a luglio i fondi di diritto italiano hanno registrato deflussi per 75 milioni di euro (-1,466 miliardi a giugno), mentre i fondi di diritto estero hanno segnato una raccolta positiva per 1,879 miliardi (+159 milioni a giugno). Assogestioni sottolinea, tuttavia, che il dato sui fondi di diritto estero è provvisorio perché la raccolta complessiva sarà disponibile con la pubblicazione trimestrale della mappa del risparmio gestito. «Agli italiani piacciono gli stranieri - sintetizza Scelzo - forse per una maggiore efficienza, probabilmente perché sono maggiormente spinti».

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