In Fiera c'è la vera arte per tutte le tasche

In Fiera c'è la vera arte per tutte le tasche

«Il collezionista si è stufato di avere paura: ha ripreso a dialogare, a prendere le misure, a domandare informazioni e prezzi». A parlare è Manuela Composti, di Ca' di Fra' di Milano, nei corridoi del padiglione C della Fiera di Genova. Siamo alla IX edizione di Arte Genova (fino a domenica ore 10-20; lunedì 18 febbraio ore 10-13; intero 7 euro, ridotto 3 euro) e già ieri sera, all'inaugurazione, grande attenzione oltre che alle opere d'arte era riservata all'atmosfera. Sì, all'atmosfera, e non perché fosse San Valentino. «Rispetto al clima di terrore che regnava fino a fine 2012, già alle fiere di Bologna e Milano si respirava un po' più di fiducia» prosegue la Composti, madrina con Ca' di Fra' della mostra collaterale che fa gli onori di casa a questa nuova Arte Genova: «Faber», oltre venti scatti, intimi ed immediati, di Mimmo Dabbrescia di un giovane De André nell'estate del '69. A fare da contrappunto la sezione «Contemporary Art Talent Show»: gallerie, artisti indipendenti e associazioni che propongono opere d'arte accessibili, sotto i 5 mila euro. È qui che incontriamo Moya, da Nizza, che su Second Life ha ricreato l'isola di Arte Genova con le sue gallerie. «Gli emergenti si scoprono in fiera ed è su di loro che bisogna scommettere e investire» spiega Nicola Rossi. Lui, Ad di Nef, che nel suo carnet vanta anche la longeva ArtePadova, è il promotore di Arte Genova e non ha dubbi: «bisogna cercare i nuovi Morandi e i nuovi Fontana». Nel frattempo in Fiera, negli stand delle oltre 90 gallerie presenti, Lucio Fontana, insieme a Burri e Rotella, lo incontriamo subito da Tornabuoni, qui per «salutare gli amici di Portofino» dove c'è una delle sue sedi. È lui a toccare per primo la nota dolente del mercato dell'arte italiano. Le tasse. Iva al 21% e diritto di seguito al 4% sono una zavorra. «Così si portano gli investimenti all'estero: basti pensare che in Francia non si supera l'11%» spiega Rossi davanti a un Baj. Bando a ogni pessimismo, però, anche perché di fronte alla bellezza non è concesso. Arte Genova è nel complesso, come nelle scorse edizioni, molto orientata allo storico: «è una piazza che lavora su valori medi, ma con punte d'acquisto» prosegue Rossi, ricordando però la presenza di grandi collezionisti. In un clima di cauta fiducia, tra opere di Zorio e Dadamaino (Marchese Arte Contemporanea, Prato) che hanno visto una bella crescita, non mancano le gallerie locali, ma più liguri che genovesi. Tra queste il grande spazio di Satura con una bella selezione dei suoi artisti e poi la neonata galleria di Luca Marletto, con i ritratti genovesi di Elio Vigna. Non ultimo il calendario degli eventi tra cui spicca, sabato alle 17, la presentazione dell'ultimo libro del sociologo Francesco Alberoni, «L'Arte di Amare. Il grande amore erotico che dura». Di sicuro quello per l'arte, se coltivato a dovere, dovrebbe non essere da meno.