Cronache

Il Pdl diviso regala al centrosinistra le chiavi di Imperia

Serviranno i tempi supplementari per eleggere il nuovo sindaco di Imperia. Al primo turno, che ha fatto registrare un drastico calo dell'affluenza, nessuno dei candidati ha infatti superato il 50% delle preferenze. Alle urne si è presentato solo il 66,71% degli aventi diritto contro il 77,92% del 2009. Al ballottaggio che si terrà tra due settimane si contenderanno quindi la poltrona di primo cittadino Erminio Annoni e Carlo Capacci. Il primo è considerato il candidato tradizionale del centrodestra, sostenuto infatti anche dal Pdl e dalla Lgsa Nord, mentre il secondo rappresenta una coalizione dove sono presenti il Pd ma anche gli ex esponenti del Pdl tra cui l'ex sindaco Paolo Strescino, uomo molto legato al vicecoordinatore regionale pdl Eugenio Minasso.
In vantaggio dopo questo primo round si trova proprio Capacci che in serata contava il 47% dei consensi, contro il 29% di Annoni. «In queste due settimane cercheremo di spiegare, come già capito da tanti imperiesi, il nostro progetto – ha commentato a caldo Capacci - Lavoreremo giorno per giorno e non cederemo un millimetro a nessuno. La nostra è una coalizione chiara e il programma che abbiamo presentato agli elettori ne è il frutto». La coalizione di centrodestra dovrà quindi recuperare uno svantaggio di circa 18 punti percentuale. «Da adesso si riparte tutti da zero – ha dichiarato il coordinatore provinciale del Pdl Marco Scajola – In questi giorni dovremo cercare di comunicare il nostro progetto agli elettori, come evidentemente non siamo riusciti in pieno. Deve essere però chiaro che quella di Capacci è una coalizione di centrosinistra e non civica, come invece hanno cercato di mostrarsi». C'è quindi grande attenzione sul comportamento che avranno gli elettori degli altri candidati che erano in corso. Gian Franco Grosso, ex esponente del Pd e sostenuto dal Sel, ha ricevuto l'11% dei voti avendo saputo richiamare l'elettorato di sinistra che in prima battuta non si è riconosciuto in Capacci per la sua coalizione variegata. Lo stesso Grosso ha però escluso un possibile apparentamento con Capacci. «Nessun accordo – ha detto – Abbiamo portato avanti una campagna elettorale limpida e precisa. Politica non vuol solo dire vincere, ma portare avanti anche ideali di coerenza. Andremo quindi in consiglio comunale come opposizione, in linea con il voto che gli imperiesi ci hanno dato».
Ci sono poi i grillini che hanno votato il Movimento a 5 Stelle rappresentato dal candidato Antonio Russo che è stato scelto dal 9% degli imperiesi. Completa il quadro la lista La Svolta guidata da Alessandro Casano che ha ottenuto il 4%. Entrambi però non daranno indicazioni per il ballottaggio. «Nessuna delle due coalizioni ci hanno ispirato fiducia – ha detto Alessandro Casano – quindi non daremo alcuna indicazione». Una campagna elettorale caratterizzata dai toni duri, con , che si è conclusa “degnamente” con la presunta aggressione subita dal candidato del Pdl Angelo Dulbecco ad opera dell'ex sindaco Paolo Strescino. Una vicenda tutta da chiarire, anche in fase giudiziaria in seguito alle querele di parte, che però rende l'immagine del clima che si sia vissuto in città. A Bordighera, andata al voto dopo il clamoroso scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti mafiosi anche se poi il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'ex Amministrazione, ha vinto Giacomo Pallanca con il 32,29% dei voti.
«Noi siamo il centrodestra – ha commentato il neo sindaco - Interverremo subito a partire da una riqualificazione della città». Dietro di lui Patrick Novembre del Pdl con il 27,40% ed il candidato del centrosinistra Luca De Vincenzi con il 26,86%.

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