SPIONAGGIO INDUSTRIALE, 12 TECNICI INDAGATIIl giallo del progetto di turbina trafugato ad Ansaldo Energia e venduto all'Iran

(...) Di parere diametralmente opposto la tesi che portano avanti con forza gli ambienti di Cfd, che ha sede a Genova in piazza della Vittoria: nessuna fuga di notizie riservate, insomma, secondo l'azienda, quanto piuttosto un normale prelievo di file personali, nel momento in cui gli ingegneri si sono trasferiti nella nuova realtà professionale.
E a chi fa osservare che potrebbe esserci un nesso logico fra il cambio di scrivania e la realizzazione del progetto con il committente iraniano, gli stessi tecnici nel mirino replicano che si tratta della naturale applicazione di esperienze maturate nell'ambito del lavoro precedente che fanno parte, d'altronde, del background di ogni professionista che si rispetti. Nessun tipo di spionaggio industriale, pertanto.
E comunque, Cfd è operativa da anni, ben prima che venissero assunti gli ingegneri provenienti da Ansaldo Energia e attualmente indagati.
Fatto sta, però, che la Procura genovese ha indagato dodici tecnici italiani e iraniani e proprio quest'ultimo provvedimento ha spaventato il committente, al punto da rischiare di mettere in discussione la prosecuzione e l'effettiva realizzazione del progetto «venduto» da Cfd.
Alla base della denuncia di Ansaldo Energia sputano, intanto, alcune registrazioni che potrebbero far pensare a un tentativo, da parte dei tecnici indagati, di «manipolare» i dati in modo da renderli originali e non copiati da quelli targati Ansaldo Energia.
Da qui l'avvio delle indagini che potrebbero durare a lungo e provocare il dietro front dell'Iran. Con la conseguenza di vedere sfumare una commessa da 8 milioni di euro cui, di questi tempi, non sarebbe proprio il caso di rinunciare a cuor leggero.

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