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Monopolio Tabacci

Bruno Tabacci. Non sapevamo neppure che fosse ancora nel Pd. Ha cambiato così tante sigle - più dei suoi anni, 80 - che è difficile ricordarsele

Monopolio Tabacci
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Già per dare la notizia bisogna citare mezzo arco parlamentare. Bruno Tabacci, eletto per Impegno Civico-Centro Democratico e aderente come deputato indipendente a Pd-Idp, lascia il gruppo Dem e aderisce al Misto. Comunque fa bene. Ora che la navetta affonda, i topoloni scappano. Ha fiutato l'aria, sa che non verrà ricandidato e allora cerca un'altra barca. Tabacci è un termometro politico: è solo il primo di tanti che faranno lo stesso.

Bruno Tabacci. Non sapevamo neppure che fosse ancora nel Pd. Ha cambiato così tante sigle - più dei suoi anni, 80 - che è difficile ricordarsele. A parte nei bagni delle donne, in Parlamento si è seduto ovunque.

Marchi di poltrone famose: Frau, Poltronesofà, Ikea, Malagò, Tabacci.

Inarrivabile nelle manovre di Palazzo, una sorta di senatore a vita da quando è nato, ultimo grande Tabaccisauro della Prima Repubblica, è stato: colonnello di De Mita, capataz della sinistra democristiana, in lista Biancofiore, onorevole dell'Udc nella Casa delle Libertà, deputato della Rosa Bianca, poi nel Pd, in Alleanza per l'Italia con Rutelli, nel Centro Democratico, candidato alle Europee con Scelta europea, in +Europa, con Conte, uomo forte del governo Draghi, e anche nella lista APE con Di Maio: in pratica era

il tonno nella scatoletta che voleva aprire... Gli manca solo Verdi e Sinistra. Salis&Tabacci.

Deve essere triste per il Pd averlo perso. Cosa vuoi, è la politica. Un altro giovane che se ne va in cerca di una poltrona.

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