Il Che, gli Inti-Illimani, la vía chilena al socialismo, i Tupamaros, quel dolor de huevos del realismo magico e tutti i miti sudamericani della sinistra... e poi, cosa succede? Che a vincere le elezioni a sindaco del distretto di Queropalca, in Perù, è un politico che si chiama Hitler Mussolini Simeón Flores. Per di più esponente di «Ahora Nación», partito di sinistra. È andata bene, se non Benito: ha preso il 34% dei voti. Ora, dalla provincia di Lauricocha, guarda alla guida del Paese. La famosa marcia su Lima.
Un Hitler Mussolini ma di sinistra. Per dire che nazismo e comunismo pari sono. Va proposto a Giuseppe Conte come terzo uomo del Campo largo. Sarebbe perfetto. Il fascismo degli antifascisti, o l’antifascismo dei fascisti. È uguale.
In realtà immaginiamo il disorientamento della sinistra italiana, la più sudamericana del mondo. Triste, solitario y final... Il cdr di Repubblica e di La7 hanno imposto di censurare la notizia. Paolo Berizzi è stato accompagnato a casa: ha avuto un malore. La Schlein ha chiesto all’ambasciata peruviana il riconteggio dei voti. E Pierfrancesco Majorino pretende che chiunque si candidi a
sindaco di Milano per il centrosinistra, come prerequisito, si impegni a rompere ogni rapporto commerciale con il Perù...
Mah. Milei in Argentina. Governi conservatori in Cile, Paraguay, Ecuador e Perù. La Bolivia che sta andando a destra. La Colombia che c’è già andata. E il Brasile a rischio. Nemmeno il Sudamerica è più un posto per la sinistra. Speriamo che duri. Cent’anni di beatitudine.
