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Gossip

I ricordi di Brigitte in vendita per aiutare gli amati animali

Dalle camicie da notte trasparenti alla bici, fino ai collari dei cani: all’incanto 285 oggetti della star

Brigitte Bardot
Brigitte Bardot

Due disegni realizzati da lei stessa a carboncino: un autoritratto su carta blu e un ritratto di Roger Vadim, il regista che per lei perse le testa e la portò al successo dirigendola nel film E Dio creò la donna. Ci sono anche questi due quadretti fra i 285 oggetti appartenuti a Brigitte Bardot, l’attrice più imbronciata e seducente del mondo, che la casa d’aste Millon metterà all’incanto il 21 settembre a Parigi, all’hotel Drouot. Una sorprendente carrellata dei ricordi più privati della diva francese, mai visti finora: si tratta di un’occasione unica per i collezionisti, ma anche per tutti i curiosi, perché i prezzi partono da cifre abbordabilissime.

Più di ogni altra attrice, Brigitte Bardot ha incarnato il cambiamento di un’epoca, rivoluzionandone i costumi e la morale. Seducente, sfrontata, irresistibile, ha collezionato quattro mariti e un apprezzabile numero di amanti, frequentati alla luce del sole perlopiù mentre era sposata: nel dopoguerra degli anni Cinquanta, la sua femminilità tanto libera apparve rivoluzionaria. Nonostante agli inizi fosse considerata assolutamente scandalosa, presto tutto il mondo si innamorò di lei: quella ragazzina che sognava di ballare sulle punte ebbe un successo mondiale, gli uomini ne erano pazzi e le donne copiarono fin da subito il suo stile così poco convenzionale. Le acconciature spettinate, i pantaloni alla caviglia, la vita sottilissima, le scollature che lasciavano fuori le spalle. Vadim se ne innamorò quando lei aveva solo 15 anni, ma i genitori misero il veto alle nozze: lui la sposò appena ne compì 18 e ne fece una stella. Nell’Europa conservatrice, E Dio creò la donna fu considerato un film immorale, ma negli Stati Uniti rimase in sala otto mesi consecutivi: era nato il fenomeno BB. All’asta c’è anche la prima locandina in bianco e nero, una foto bellissima che la ritrae mentre balla la rumba con lo spacco della gonna che scopre per intero le gambe.

Brigitte Bardot ha vissuto due vite: nella prima è stata protagonista della Dolce Vita francese, per vent’anni regina di Saint Tropez e tormentata dai paparazzi, controcorrente per indole. Scoop dopo scoop, tutto quel clamore però la disgustò: a soli 38 anni, all’apice del successo, con 50 film alle spalle e dopo aver rifiutato un milione di dollari per recitare con Marlon Brando, si ritirò a vita privata. La sua villa immersa fra le buganvillee a Saint Tropez, La Madrague, divenne il suo rifugio dal mondo. Soltanto lei e i suoi adorati animali, che amava più di ogni altro essere vivente. «Ho dato la mia giovinezza e la mia bellezza agli uomini; ora darò la mia saggezza e la mia esperienza agli animali», disse. A loro (e in parte al figlio Nicolas) andranno i proventi dell’asta, tramite la Fondazione Brigitte Bardot, che si occupa di 13 mila animali.

È soprattutto a questa seconda vita in solitudine che appartengono le memorabilia in vendita: «le mie cianfrusaglie», come le chiamava BB. Raccontano una parte sconosciuta del suo mondo sensuale e irriverente. C’è il braccialetto con i ciondoli che indossò per il secondo matrimonio con l’attore Jacques Charrier, due flaconi del profumo L’Heure Bleue di Guerlain che teneva sempre in borsa, gli occhiali da sole con le lenti maxi, il portamonete in maglia dorata di metallo, la camicia da notte rosa cipria in tulle e ancora due chitarre, una classica e una flamenca con le quali suonò anche con i Gipsy Kings, una sua scoperta.

Ma è dalle sue tre case, La Madrague, La Garrigue a Bazoches-sur-Guyonne e l’appartamento di Parigi in Rue de la Tour che vengono gli oggetti più particolari: due bouquet da sposa di fiori secchi (uno era della nonna), una poltrona in vimini dall’alto schienale, come quella del film erotico Emanuelle, la sua bicicletta Peugeot, una sedia a dondolo in legno laccato rosso, la macchina per scrivere Olivetti Lettera 22 usata per petizioni e articoli contro la caccia, o in salvataggio delle foche. È datato 1976 un piccolo disegno a inchiostro del pittore Charles Kiffer che raffigura un leone marino: l’anno dopo Brigitte volò in Canada, sulle banchine di ghiaccio, a manifestare proprio per i cuccioli di foca.

Infine, fra tante sorprese come un tavolo in marmo a forma di tulipano e un portaparrucca italiano in ceramica, anche diverse sveglie, orologi da tavolo e da tasca, che svelano un segreto casalingo della diva: lei non indossava orologi, ma voleva che in ogni stanza delle sue case ce ne fosse uno, funzionante e regolarmente caricato.

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