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Gossip

Il libro del fratello di Diana. Una colata di fango su Carlo

Dal “non ti amo” prima delle nozze alla “euforia” alla notizia della morte, chiosata con: “La dimenticheremo presto”. Il re: “Il dolore può offuscare ragione e ricordi”

Destino Diana, la principessa triste, tanto amata dal popolo, soffrì per i tradimenti di Carlo e l'insofferenza della casa reale

Dicono che il 17 settembre re Carlo si stesse intrattenendo con un nutrito gruppo di esperti di intelligenza artificiale, da lui riuniti a Dumfries House, per discutere su dove andrà il mondo, quando gli hanno riportato la notizia. Una tegola di proporzioni rispettabilissime sulla corona che porta in testa e un affronto inimmaginabile alla sua persona: «Il Daily Mail pubblica le anticipazioni del memoir del conte Charles Spencer, Maestà. E non sono belle anticipazioni». Che sia tutto vero, o invece si tratti di un’infilzata di bufale, non è facile da decifrare. Certo è che il libro Swan Song - Diana, My Sister (Canto del cigno, Diana mia sorella), in libreria in tutto il mondo domani, ha già squassato l’opinione pubblica britannica e mandato il sovrano su tutte le furie. Le bordate rilasciate alla stampa un pezzo alla volta vedono al centro lady Diana: per gli appassionati di storie reali sono una ghiottoneria, ma per il re potrebbero trasformarsi in una grana dalla portata storica fino a minare la sua rispettabilità.

Nel libro il fratello di Diana squarcia il velo sulla presunta condotta passata di Carlo e inizia dal giorno più triste, quel 31 agosto di 29 anni fa, quando Diana morì nell’incidente d’auto insieme al compagno Dodi Al Fayed. Carlo telefonò al cognato «ed era euforico, come se avesse vinto alla lotteria», scrive il conte Spencer. Ma non basta: gli avrebbe raccontato di avere comunicato la morte violenta della madre ai figli, William che aveva allora 15 anni, e Harry, 12, «come prima notizia del mattino, mentre i ragazzi erano ancora a letto». Il conte scrive di esserne rimasto sconvolto. Il suo pensiero era per i nipoti: seppe che Carlo aveva disposto che al funerale sfilassero a piedi dietro al feretro, senza poter dare la mano a nessuno. Allo zio parve una mancanza di sensibilità tremenda e lo disse al principe, ma questi non volle sentire ragioni e si infuriò. E qui arriva il ricordo che quattro giorni fa ha spinto re Carlo a piantare in asso i suoi ospiti di Dumfries House e a dettare un comunicato pubblico immediato.

Durante la discussione sull’organizzazione delle esequie di Stato, dopo aver visto i miliardi di fiori deposti per Diana, Carlo sarebbe stato preso da un misto di ira e gelosia e avrebbe sibilato al cognato: «Stanne ben certo, tanto la dimenticheremo abbastanza presto». Tutti gli inglesi hanno avuto un moto d’orrore leggendo questa anticipazione. «Nonostante come principio non rispondiamo ai libri, Sua Maestà è consapevole che il dolore per la perdita di una sorella può offuscare la ragione, influenzare la capacità di giudizio e alterare i ricordi». In altre parole, il conte dà i numeri e mente. La nota è un unicum nella storia della comunicazione reale ed è stata rilasciata appena un’ora dopo le prime rivelazioni, infrangendo il protocollo del silenzio da sempre tipico di Casa Windsor.

Diana, My Sister riserva poi una carrellata di mestizie sulle nozze reali. Un mese prima del sì, sfinita dalla frequentazione di Carlo con l’eterna Camilla, Diana avrebbe supplicato suo padre John di annullare le nozze. Ma l’uomo, già al servizio della regina Elisabetta, rispose di no per non disgustare la famiglia reale. Diana, disperatissima, «più di una volta guidò fino alle scogliere di Beachy Head», decisa a farla finita. E arrivò il giorno del fidanzamento: il principe avrebbe apostrofato Diana con un «cicciottella», incurante di dare il via nel suo cervello al tormento dei disturbi alimentari. È però del giorno prima del matrimonio la peggior cattiveria nei suoi confronti: «mia cara, sono felice di sposarti, ma sappi che io non ti amo», le avrebbe chiarito.

Almeno un ricordo fra quelli nel libro promette fortunatamente qualche riga piccante. Pare che Diana, al ristorante San Lorenzo di Londra, avesse confidato al fratello che voleva divorziare, anche perché Carlo era innamorato... del suo valletto. Il nome non c’è, ma i pettegolezzi portano dritti a Michael Fawcett, del quale le cronache rosa (e poi anche quelle giudiziarie) si occuparono fin dal 1996. Prima cameriere, poi valletto, fino a confidente e amico del cuore. Cosa faceva? Iniziò strizzando il dentifricio sullo spazzolino di Carlo: come finì non sappiamo, ma chissà, magari nel libro c’è scritto.

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