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Gossip

Onassis-Callas, amanti in yacht davanti ai coniugi (e a Churchill)

Erano entrambi sposati: l’armatore conquistò la “divina” durante la crociera di 3 settimane a bordo del suo panfilo da sogno

Callas e Onassis

Il miliardario e la cantante lirica sono i protagonisti del racconto per la nostra serie «Scandali sotto il sole». Entrambi sposati, erano due anime inquiete: lui desiderava donne che gli conferissero lustro e potere, lei sognava una famiglia e dei figli, che non arrivarono. Fra loro scoppiò una passione travolgente nell’estate del 1959: teatro dell’amore, all’inizio clandestino, fu il panfilo Christina, che Onassis aveva trasformato nell’ottava meraviglia del mondo. Sono rimasti insieme nove burrascosi anni: nel 1968, l’armatore sposò a sorpresa Jacqueline Kennedy.

Erano le 8 del mattino del 23 luglio 1959: al porto di Monaco, nel principato, una brezza leggera accompagnò la divina Maria Callas a bordo dello yacht di Aristotele Onassis. Quel giorno prese il largo una delle storie d’amore più clamorose di sempre, che per tutti gli anni Sessanta tenne banco nei notiziari e sui giornali. Gli ingredienti erano perfetti: lui miliardario dalla fortuna senza uguali, rapace negli affari come a letto; lei adorata in tutto il mondo, ma inquieta in amore. Entrambi sposati, entrambi incuranti dell’opinione pubblica che si sollevava a ogni loro passo. Iniziò quell’estate come passione in mezzo al mare e, nove anni e mille litigi più tardi, finì in tragedia greca: d’altronde erano «i due greci più famosi del mondo», come si vantava l’incontenibile Onassis.

La crociera durò tre settimane: l’armatore aveva invitato anche l’ex primo ministro britannico Winston Churchill, 84 anni ed eccellente bevitore di whisky, e sua moglie Clementine, i quali si portarono un notevole codazzo: la figlia, la nipote, un medico, il segretario, la figlia del segretario, una guardia del corpo (e il pappagallino azzurro da cui lo statista non si separava mai). Soprattutto, a bordo c’erano Tina Livanos, la moglie di Onassis, e Giovanni Battista Meneghini, il marito della Callas. Il tradimento più sfrontato della cronaca rosa si consumò infatti bellamente sotto gli occhi dei rispettivi cornuti, più furibondi che sgomenti per ciò che avevano da perdere.

Tutto accadde sullo yacht Christina, la «nave più bella del mondo», 99 metri di sfarzo assoluto e tecnologia all’avanguardia. Disse Richard Burton, che più di una volta ne fu ospite: «Nessun uomo o donna al mondo resisterebbe alla tentazione e al puro narcisismo sfoggiato spudoratamente su questa barca». Battezzata con il nome della figlia del miliardario, era una ex fregata della marina canadese: l’armatore aveva speso 4 milioni di dollari per farla «sistemare». Diciassette cabine con marmi, cristalli, caminetti coperti di lapislazzuli, finiture d’oro dappertutto. La suite padronale era di 75 metri, due stanze e un bagno dalla vasca in marmo blu incassata a terra, con mosaico di pesci volanti nello stile del palazzo del re di Cnosso, Minosse. Stupefacente la piscina sul ponte, che si chiudeva e diventava pista da ballo sotto le stelle. Un delirio di meraviglia e onnipotenza.

La crociera fu il coronamento del capriccio di Onassis, abituato a prendersi le donne che gli facevano comodo, per piacere o per affari: e la divina Callas in quel momento era sicuramente la più ambita. Erano due anni che la corteggiava, dopo averla incontrata a una festa all’Hotel Danieli di Venezia, organizzata dalla giornalista del jet set Elsa Maxwell. Maria era all’apice del successo internazionale: Aristotele la perseguitò con migliaia di rose e una pelliccia di cincillà da perderci la testa, ma fino a quel momento non aveva ottenuto granché: lei era sposata con l’imprenditore Meneghini, che era anche il suo manager (e che a dirla tutta l’aveva depredata di buona parte dei suoi immensi guadagni). Era dunque l’occasione per assestare il colpo definitivo. Onassis fece centro e il panfilo più bello del mondo, per quanto immenso, si rivelò piccolissimo per nascondere la passione degli amanti clandestini.

La prima ad accorgersene fu la moglie di lui, la giovane Tina. Meneghini ci arrivò qualche giorno dopo, poiché un tremendo mal di mare lo costringeva quasi sempre in cabina. Immaginò il peggio quando sentì i due fedifraghi parlare in greco stretto, per escludere gli altri dalla conversazione. E ne ebbe l’amara prova dalle ripetute scuse di Maria, che lamentava debolezza e si chiudeva nella suite Itaca, sempre soccorsa dal «premuroso» Aristotele. Winston Churchill fu testimone di quella passione, ma se a bordo c’era qualcuno di veramente navigato, quello era lui, dunque non fece una piega. Aristotele e Maria tubavano ormai in ogni dove, affatto guardinghi, anche al bar del grande salone, l’Ari’s Bar, che divenne il punto più caldo della nave. In realtà, era sempre stato zona rossa: i sedili degli sgabelli erano coperti con pelle di prepuzio di balene, una finezza. Quando ci si accomodava una signora, Onassis sfoderava una battuta cucita su misura alla sua indole straripante: «Tesoro, sei seduta sul pene più grande del mondo!». Costò un sorrisetto anche alla divina Maria.

Lo sbarco fu il 13 agosto, sempre a Monaco: i paparazzi in attesa ai piedi della scaletta fotografarono impazziti la coppia ormai ufficiale: Maria Callas, compita e suadente, e Aristotele Onassis, sfacciatamente trionfante. Tina partì immediatamente alla volta di New York a chiedere il divorzio; Meneghini fu più duro a mollare la presa, ma si dovette rassegnare. Però no, non vissero felici e contenti: finì che Onassis, ingordo di potere, a Maria preferì Jackie Kennedy, vedova del presidente, e la sposò. La Callas venne a saperlo solo pochi giorni prima: naturalmente, le nozze furono a bordo del Christina.

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