Incassato il record di longevità, i festeggiamenti verranno subito messi da parte perché c’è da affrontare l’ultimo scorcio di legislatura. L’agenda del governo Meloni ripartirà da un appuntamento parlamentare segnato in rosso: la legge elettorale, ribattezzata Stabilicum o Bignami bis. Poi tutte le forze si concentreranno sulla manovra finanziaria, l’ultima prima del voto, con l’obiettivo di ridare fiato alle tasche degli italiani.Il tutto senza trascurare la questione migranti, la natalità, il Pnrr e la giustizia.
LA LEGGE ELETTORALE ANTI INCIUCI E RIBALTONI
È il grande obiettivo della premier nel rush finale della legislatura. Lo Stabilicum prevede un premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 42 per cento dei consensi. Il principio guida è: «Mai più inciuci, larghe intese o governi tecnici». Approvato a Montecitorio, ora lo scoglio è rappresentato dal Senato dove la premier riproverà a reintrodurre le preferenze e a modificare la norma taglia cespugli. Controindicazioni: restano i mal di pancia di Fi e Lega sulle preferenze. Evidente che un inciampo in Parlamento potrebbe compromettere la durata della legislatura. La premier intende fare all in e non vuole incidenti di percorso. Così da arrivare alla terza lettura alla Camera entro metà ottobre.
ORGANICI DEI MAGISTRATI E CARCERI MENO AFFOLLATE
È stato il dossier fra i più scottanti della legislatura. Tuttavia la bocciatura del referendum non ha reso secondaria la necessità di intervenire in materia. L’agenda di via Arenula prevede il completamento dell’organico della magistratura e la stabilizzazione del personale amministrativo, il Gip collegiale. Attenzione particolare è rivolta alle carceri con misure capaci di alleggerire il sovraffollamento carcerario e un piano di edilizia per arrivare a 10mila posti detentivi entro la fine del 2027. Infine, la riforma della legge 231 in materia di sicurezza del lavoro. Sullo sfondo restano aperti due dossier: la prescrizione e le intercettazioni, dove ci sono tensioni tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.
TASSAZIONE PIÙ LEGGERA PER IL CETO MEDIO
«Vogliamo ridurre ancora il carico fiscale sul ceto medio» è la promessa di Giorgia Meloni. Una promessa che il governo intende mantenere nella prossima manovra di bilancio. Ragion per cui FdI e Forza Italia vogliono compiere un altro passo e allargare lo scaglione fino a 60mila euro, facendo quindi scendere dal 43 al 33% l’aliquota marginale nei redditi compresi tra 50 e 60mila euro, con un beneficio fino a 1.000 euro. Altra proposta oggetto di studio: la detassazione delle tredicesime. Entrambe le norme sono rivolte a quel ceto medio cui guarda il centrodestra in vista delle elezioni politiche. La cui realizzazione è legata all’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione, responso atteso il 22 settembre.
SICUREZZA, PRIORITÀ AL PATTO DEI MIGRANTI
La prossima campagna elettorale si giocherà molto sulla sicurezza e di conseguenza sulla questione migranti. È il motivo per cui da qui alla fine della legislatura Giorgia Meloni punterà tutto sul nuovo patto dei migranti, sottolineando che «le nuove regole tutelano ancora di più i Paesi di primo ingresso in tema di richieste di asilo e con il rafforzamento del principio Paese terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più facile effettuare rimpatri accelerati». In parallelo ci sarà il rilancio degli hub UE in Paesi terzi, una strada tracciata dall’esecutivo Meloni con lo schema di protocollo Italia-Albania. E che adesso viene vista in Europa come una soluzione del contrasto all’immigrazione irregolare.
PNRR E MATTEI, I PIANI PER ITALIA E AFRICA
Sanità, agricoltura, energia, pa, istruzione, università e ricerca. Sono solo alcuni dei settori in cui sono stati investiti i fondi utilizzati dall’Italia nell’ambito del Pnrr. I dati parlano di 166 miliardi di euro ricevuti dall’Europa, 416 traguardi raggiunti, 660mila progetti finanziati e circa 100mila in fase avanzata di realizzazione. Ora attendono le risorse della decima rata, che dovrebbero garantire la liquidazione di 28,4 miliardi di euro. In parallelo l’esecutivo porta avanti il Piano Mattei per l’Africa entrato nella sua fase operativa, coinvolti 18 Paesi e un portafoglio di 76 progetti principali. Obiettivo è provare a integrarlo con i fondi del global Gateway così da aumentare le risorse a disposizione.
FONDO PREVIDENZIALE PER I NUOVI NATI
Sostenere le famiglie e la natalità è uno dei capisaldi del governo. Non a caso nella prossima legge di bilancio il governo Meloni vorrebbe creare un fondo previdenziale alla nascita che verrebbe aperto per ogni nuovo nato con un piccolo contributo iniziale versato dallo Stato e alimentato poi volontariamente da genitori e familiari fino alla maggiore età. L’unico ostacolo è rappresentato dalle risorse a disposizione perché sarebbe fondamentale un primo versamento da parte dello Stato. Senza dimenticare il piano casa, sostenuto da Fratelli d’Italia, che prevede uno stanziamento pubblico di 10 miliardi di euro con l’obiettivo di rendere disponibili 100mila alloggi in dieci anni a prezzi accessibili o popolari.
