La «volontà del governo» è quella di «di rendere strutturale l’eliminazione del bollo auto», conferma il ministro del’’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera, dopo le rassicurazioni della premier Meloni. Una voce che pesa 2,3 miliardi l’anno che dovranno essere trasferiti alle Regioni per compensare i mancati introiti della «tassa più odiata dagli italiani», come l’ha definita la maggioranza. «L’intervento sul bollo auto riguarda l’86% autovetture intestate a soggetti con reddito annuo complessivo non superiore a 40mila euro determinando quindi un non marginale sostegno ai redditi medio-bassi, di importo, che voglio precisare, è ben superiore rispetto ai 163 euro che è citato nell’interrogazione». L’opposizione però prosegue la polemica: per il dem Francesco Boccia, «il governo dovrebbe smettere di fare propaganda. Meloni ha annunciato di aver cancellato il bollo, in realtà ne ha disposto solo l’esenzione per il 2027 per alcune auto. Io ho scoperto che non pagherò perché ho una Aygo. Forse invece dovrei, perché posso affrontare il costo». Per i 5 Stelle è «l’ennesima mancetta elettorale, pagata dagli italiani».
Esulta invece la Lega dopo l’approvazione in Commissione al Senato dell’emendamento di Forza italia alla riforma della Rai che apre alla possibilità di ridurre il canone: «È un risultato politico importante per il centrodestra e una vittoria della Lega, che da anni porta avanti questa battaglia per alleggerire il peso del canone sulle famiglie italiane. Abbiamo già dimostrato che ridurlo è possibile’, è la nota del Carroccoo. Il Pd però accusa la maggioranza di voler ‘togliere il canone alla Rai senza dare finanziamenti certi. Così non vengono più garantite l’indipendenza e la libertà del servizio pubblico radiotelevisivo. È necessario invece dare una certezza finanziaria alla Rai, ma tutti i nostri emendamenti in questa direzione sono stati bocciati».
L’emendamento prevede però che «l’eventuale variazione negativa del canone di abbonamento» sia «condizionata al reperimento di altre corrispondenti forme compensative». Insomma, «non è un taglio del canone Rai, ma stabilizza le risorse della Rai, così come chiede l’Europa» spiega l’azzurro Roberto Rosso, relatore della riforma Rai in commissione al Senato: «Con questa norma - ha spiegato - obblighiamo qualsiasi governo che prenderà le sue decisioni ogni anno sul canone a dire: lo puoi abbassare, ma devi trovare dei fondi, devi garantire le risorse».
