Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:12
Governo

Così la corsa verso la manovra può semplificarsi

Le risorse extra possono amplificare o accelerare investimenti già previsti, senza sforare le regole di bilancio

Il ministro accelera. "Ci sarà il nucleare entro il 2033-2034. In gioco c'è il futuro"

La flessibilità per gli investimenti nell’energia e la manovra di bilancio corrono su due binari separati, ma certo avere la possibilità di avere 14 miliardi di extra-deficit aiuterà a far quadrare i conti. L’efficientamento energetico per famiglie e imprese, lo sviluppo delle energie rinnovabili e della mobilità (ferrovie in primis) sono obiettivi che il nostro Paese deve raggiungere e, almeno una parte delle risorse spendibili in manovra, giocoforza negli anni a venire dovrà essere destinata al raggiungimento di questi obiettivi che derivano anche da impegni assunti nei trattati o anche da previse volontà politiche del governo. Si pensi allo sviluppo della ricerca sul nuovo nucleare -comparto incluso nella lista della flessibilità Ue -che ora potrebbe anche ricevere maggiori risorse e magari accelerare i tempi sul ritorno dell’atomo: «Sono già state individuate alcune potenziali misure che rispondono ai requisiti e agli ambiti di intervento indicati dalla Commissione europea», ha detto il ministro della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. «Ritengo inoltre importante il fatto che la Commissione europea abbia esplicitamente incluso gli investimenti sul nucleare tra quelli che possono rientrare». Esulta anche il partito guidato da Matteo Salvini: «Segnale importante per una battaglia che la Lega porta avanti da sempre».

Un discorso simile va fatto anche per la clausola per gli investimenti sulla difesa, che porta il totale cumulato (compresa l’energia) investibile da qui al 2028 a 35-36 miliardi. Insomma, avremmo dovuto comunque fare questi investimenti, adesso cambia che potremmo farli con maggiore vigore senza che questi possano pesare ai fini della procedura per deficit eccessivo (l’Italia, con l’arrivo per il 22 settembre dei dati consolidati sul 2025 da parte dell’Istat, spera di poter uscire anzitempodalla procedura attualmente in corso).

Il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, e il governo lavoreranno quindi con cura acosa includere nella lista da presentare all’Unione europea, che avverrà astretto giro. Il via libera finale dovrebbe arrivare all’Ecofin del 9ottobre. Impossibile fare previsioni, ma è possibile che alcune misure già in cantiere possano confluire e liberare spazi di bilancio per una lista della spesa dei partiti della maggioranza che si preannuncia essere lunga, soprattutto in un anno pre-elettorale. In tal senso il ministro della Salute, Orazio Schillaci, vorrebbe avere 5miliardi da mettere sulla Sanità. Il ministero del Lavoro della ministra Marina Elvira Calderone vorrebbe un paio di miliardi per confermare le tassazioni agevolate sui rinnovi, i premi di risultato e le indennità per il lavoro faticoso. Il rifinanziamento della Zona economica speciale per il Sud dovrebbe costare circa 4 miliardi nel triennio. E il ministero dei Trasporti si aspetta 5miliardi per strade e cantieri. Senza dimenticare uno dei grandi obiettivi, ovvero il taglio dell’Irpef per il ceto medio, con l’aliquota da portare al 33% (dal 43%) per i redditi nella fascia tra 50 e 60mila euro. Mettendo insieme tutte le varie voci di spesa, comprendendo quelle indifferibili, il conto viaggia già intorno ai 17 miliardi. Una mano dovrebbe arrivare da maggiore crescita del Pil, recupero dell’evasione e maggiori entrate tributarie. Ma comunqe la sfida non sarà semplice, per questo la flessibilità su energia e difesa è la benvenuta.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.