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Governo

L’Upb promuove Giorgetti: “Il Pil cresce più delle previsioni”

Le stime 2026 alzate a +0,9%. Caro-energia, Salvini pensa a nuove tasse sulle banche

La politica di Giorgetti vince a Piazza Affari

La linea della prudenza paga. L’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ieri ha certificato una capacità di tenuta dell’economia italiana superiore alle attese e ha rialzato le stime di crescita per il 2026. Un riconoscimento importante per la politica economica del governo e in particolare per l’impostazione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che da sempre ha puntato sulla credibilità dei conti pubblici come condizione per sostenere la crescita. L’Upb ha infatti rivisto al rialzo la previsione sul Pil portandola al +0,9%, quattro decimi in più rispetto alla stima di aprile. Una previsione più favorevole anche rispetto a quella prudenziale del governo contenuta nel Dfp, che indicava una crescita dello 0,6%. La revisione, spiega l’organismo indipendente, riflette «sia l’andamento più favorevole dell’attività economica nella prima metà dell’anno» sia «l’aggiornamento dei dati sul primo trimestre dell’Istat». Una promozione che arriva in una fase delicata per l’esecutivo, impegnato a gestire il doppio fronte della flessibilità europea per energia e difesa e del caro-carburanti. L’Upb, pur mantenendo per il 2027 una previsione di crescita dello 0,6%, invita comunque alla cautela, sottolineando che i rischi restano «orientati al ribasso» e che molto dipenderà «dal quadro internazionale, dall’evoluzione dei prezzi dell’energia e dalla capacità di completare gli investimenti del Pnrr nei tempi previsti».

Proprio l’energia sarà al centro dell’informativa che Giorgetti terrà oggi in Parlamento. Il ministro dovrà illustrare il percorso per chiedere all’Unione europea l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, la cosiddetta National escape clause, che potrebbe garantire all’Italia fino a circa 14 miliardi di flessibilità per le spese energetiche nel triennio 2026-2028, oltre a una quota per la difesa. Una partita che Giorgetti intende affrontare con la consueta cautela. Il ministro dovrà spiegare ai parlamentari che la flessibilità europea non equivale a un assegno in bianco e che ogni margine aggiuntivo dovrà essere valutato alla luce della sostenibilità dei conti. La sua linea, ribadita più volte, è che ogni scelta comporta responsabilità politiche e finanziarie, anche per quel che riguarda il nuovo strumento europeo per la difesa, il Safe.

Nel frattempo, all’interno della maggioranza resta aperto il confronto su come affrontare il caro-carburanti. Dopo la proroga dello sconto sul gasolio, resa possibile questa volta da nuovi tagli ai ministeri, il centrodestra discute sulle soluzioni da mettere in campo qualora le tensioni sui mercati dovessero riaccendersi. La Lega spinge per un intervento strutturale sulle accise e indica nelle banche il possibile bacino di finanziamento. Matteo Salvini ha rilanciato la proposta di un contributo da parte degli istituti di credito: «Tagliare le accise su benzina e gasolio è fondamentale. Le risorse vanno chieste alle grandi banche italiane che stanno realizzando decine di miliardi di euro di utili». Per il leader del Carroccio «con un piccolo contributo da parte loro possiamo abbassare le accise non per 15 giorni, ma per un anno». Una strada che però non convince pienamente Forza Italia, più orientata verso un utilizzo degli strumenti europei. Antonio Tajani ha sottolineato la necessità di individuare «le soluzioni migliori che non siano troppo costose per le casse dello Stato», ricordando che «possiamo utilizzare 14 miliardi di euro, frutto della flessibilità garantita dall’Ue all’Italia, per progetti sull’energia». Impostazioni diverse, ma con un obiettivo comune: evitare che l’aumento dei prezzi ricada su famiglie e imprese senza compromettere la credibilità italiana.

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