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Governo

Diesel, il governo allunga lo sconto. Accise tagliate fino al 10 settembre

Esecutivo verso una proroga di cinque giorni per calmierare il caro-pieno al rientro dalle vacanze. La prossima settimana è previsto un Consiglio dei ministri per i nuovi aiuti mirati a famiglie e autotrasportatori

A mezzanotte scade la proroga di due giorni sullo sconto di 17 centesimi al litro deciso il 4 agosto. Il Governo si riunisce oggi per valutare le contromisure: in arrivo una prima proroga di pochi giorni sulle accise del gasolio fino a settembre, seguita da un intervento mirato a tutela delle fasce pi deboli. - Mercoled“, 26 Agosto , 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse) Midnight marks the end of the two-day extension on the 17-cent-per-liter fuel discount introduced on August 4. The Cabinet meets today to discuss next steps: a initial few-day extension of the diesel excise tax cut through September is expected, followed by targeted measures to support low-income households.- Wednesday, August 26, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Il caro-carburanti non si ferma e il governo prepara una nuova mossa per evitare che il conto del pieno diventi ancora più pesante proprio al rientro dalle vacanze. La benzina ha raggiunto i 2,039 euro al litro e il gasolio i 2,147 euro sulla rete stradale nazionale, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio del ministero delle Imprese. E mentre si avvicina la scadenza dello sconto fiscale sul diesel, fissata a domani, l’esecutivo lavora a una mini-proroga. L’ipotesi concreta, a quanto si apprende, è quella di spostare la nuova scadenza al 10 settembre.

Si tratterebbe di una misura-ponte necessaria per arrivare al Consiglio dei ministri della prossima settimana, quando il governo dovrebbe varare un pacchetto di aiuti più strutturale e soprattutto mirato alle categorie maggiormente colpite dal caro-carburanti. La proroga dovrebbe essere finanziata attraverso le cosiddette accise mobili, cioè utilizzando l’aumento del gettito fiscale legato alla crescita dei prezzi dei carburanti.

I numeri spiegano la preoccupazione dell’esecutivo. Mercoledì la benzina costava in media 2,027 euro al litro e il gasolio 2,131; ieri sono saliti rispettivamente a 2,039 e 2,147 euro. Sulla rete autostradale il prezzo medio self service è arrivato a 2,124 euro per la benzina e a 2,221 per il diesel. Per l’Unione nazionale consumatori, in appena due giorni un pieno da 50 litri sulla rete ordinaria è costato 85 centesimi in più, sia per la benzina sia per il gasolio.

Il quadro sarebbe ancora più pesante senza il taglio fiscale introdotto dal governo. Lo sconto sul diesel vale complessivamente 17 centesimi al litro, di cui 14 centesimi di accise e 3 centesimi di Iva. Secondo il Codacons, senza questa misura il gasolio sarebbe già arrivato a 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria e sfiorerebbe i 2,4 euro in autostrada. La scadenza di domani, dunque, diventa politicamente delicata. Per il governo sarebbe difficile non intervenire proprio mentre gli italiani si mettono in viaggio per tornare dalle vacanze e i prezzi alla pompa continuano a salire. E la proroga consentirebbe all’esecutivo di guadagnare qualche giorno senza rinunciare all’obiettivo di fondo: superare lo sconto generalizzato e concentrare le risorse su chi ne ha realmente bisogno. La linea era stata anticipata dal vicepremier Antonio Tajani il 26 agosto, quando il Consiglio dei ministri aveva prorogato il taglio delle accise, finanziandolo con un anticipo delle tasse sulle società energetiche. «Alla scadenza saranno adottati aiuti strutturali però mirati, che possano aiutare soprattutto i ceti più deboli, il ceto medio, e aiutare le imprese», aveva spiegato.

È proprio questo il cambio di passo al quale sta lavorando il governo. Uno sconto uguale per tutti finisce infatti per avvantaggiare maggiormente chi consuma più carburante, mentre l’obiettivo dell’esecutivo è destinare le risorse alle fasce più esposte e agli autotrasportatori. Sul tavolo del ministero dell’Economia ci sono diverse possibilità, dalle tessere carburante a forme di sostegno specifiche per i settori più colpiti. Resta da sciogliere soprattutto il nodo delle coperture. I tecnici stanno valutando le risorse disponibili e non è stata definitivamente accantonata neppure l’ipotesi di intervenire sugli extraprofitti delle società energetiche. Una strada che resta politicamente complessa per l’opposizione dei grandi operatori del settore.

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