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Politica

“Non me la sentivo di proseguire”. Il plauso di Salvini e Piantedosi al sindaco che ha interrotto il giuramento di cittadinanza

Il vicepremier è andato a Cadoneghe per incontrare il sindaco che ha rifiutato la cittadinanza alla donna marocchina: “se una donna per 15 anni vive in Italia e non parla italiano, che concetto c’è della donna in alcune famiglie islamiche”

A Cadoneghe forse, dopo anni, si è “fatta l’Italia”. Di nuovo. La decisione del sindaco Marco Schiesaro di non concedere la cittadinanza a una donna marocchina di 63 anni che, nonostante viva in Italia da 15 anni, non conosce l’Italiano potrebbe essere seguita da altri amministratori. È bastata una semplice verifica al primo cittadino, fare qualche domanda “fuori programma” per rendersi conto che quella donna non poteva prendere la cittadinanza di questo Paese. “A quella donna ho anche chiesto di leggere il documento che leggono tutti e ha ripetuto a memoria qualcosa che le avevano fatto imparare. Ha detto ‘giuro di essere’ ma poi si è persa. Lì mi è stato chiaro che non me la sentivo di proseguire con il giuramento. Credo di aver fatto una cosa secondo giustizia”, ha spiegato Schiesaro, che ha ricevuto le lodi del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del vicepremier Matteo Salvini.

“Mi stupisce chi in questi giorni parla di razzismo o di altro quando l’ottimo sindaco di Cadoneghe ha semplicemente fatto rispettare la legge. L’anno scorso l’Italia ha dato quasi 200mila cittadinanze. È giusto che chi chiede la cittadinanza parli quantomeno la nostra lingua”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che oggi ha fatto visita alla cittadina veneta. “Viene spontanea la domanda: se una donna per 15 anni vive in Italia e in 15 anni non parla una parola di italiano, che tipo di concetto c’è della donna in alcune famiglie islamiche. Questo non lo dice il sindaco, lo dico io, perché mi sembra che un certo tipo di subcultura che si vuole imporre in Italia e Mestre non è lontana da Cadoneghe, ritenga la donna un essere inferiore. E per chi ritiene la donna un essere inferiore, in Italia non c’è posto”, ha aggiunto il ministro. Dai social è arrivato anche il plauso del titolare del Viminale: “Per ottenere la cittadinanza italiana bisogna avere un’adeguata conoscenza della nostra lingua. È un requisito fondamentale di integrazione sociale, culturale e civile. Per questo motivo il Viminale ha ritenuto corretta la decisione del Comune di Cadoneghe (PD) che ha sospeso il giuramento di una cittadina straniera perché non riusciva a comunicare in lingua italiana né a leggere la formula di rito”.

Come previsto dal regolamento, la donna è tornata in Comune per sostenere il secondo test di italiano come da indicazioni del ministero dell’Interno. La signora era accompagnata da una conoscente, che parlava sia l’italiano sia l’arabo. Anche il secondo tentativo è fallito. “Domani scriveremo alla Prefettura che abbiamo fatto quello che doveva fare. La Prefettura contatterà la signora per chiedere il certificato B1”, ha spiegato il sindaco. Se non sarà in possesso dell’attestato “dovrà andare a scuola di italiano, o non avrà la cittadinanza”.

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