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Governo

Giorgetti apre sulla flat tax per i giovani. Pensioni a 64 anni

Il ministro punta a incentivi fiscali sugli aumenti. E Salvini rilancia la stretta sulle banche

Il ministro delle finanze Giancarlo Giorgetti al convegno della Lega "A tua Difesa" presso le Officine Farneto Roma, 08 settembre 2026 ANSA/FABIO CIMAGLIA

Cantiere manovra e tassazione delle banche sono due questioni che per la Lega sono fortemente correlate. Nel corso dell’evento «A tua difesa - Verso la finanziaria 2027» organizzato dal Carroccio il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto all’ipotesi di un «vantaggio fiscale» alle imprese disposte ad alzare gli stipendi, specie per i giovani. Idem per «l’opportunità di elevare ancora il limite per quanto riguarda la flat tax» nonché a una flessibilizzazione dei pensionamenti con uscita a 64 anni.

A questo proposito il titolare dell’Economia, ha definito positivamente la proposta avanzata dal sottosegretario Durigon. «Ha senso - ha detto - perché se si va a guardare la legge Fornero c’è una distorsione» in quanto «chi ha iniziato a lavorare prima del ’96 viene trattato peggio di chi ha iniziato dopo». Secondo Giorgetti, «non è solo una questione di età pensionabile, anche costituzionalmente c’è qualche difetto, serve una sorta di equità tra tutti i lavoratori». Ovviamente, «si tratta di trovare soluzioni che garantiscano la tenuta del sistema».

Giorgetti non ha, inoltre, escluso la possibilità di «elevare ancora il limite per quanto riguarda la flat tax» per le partite Iva, portandolo da 85mila a 100mila euro e definendo «piuttosto astruso e secondo il mio giudizio ingiustificato» il tetto sinora imposto dall’Europa «con cui bisogna negoziare». Il ministro ha poi evocato la proposta della Lega in materia di adeguamento dei salari per recuperare potere d’acquisto. «Dobbiamo fare una proposta di vantaggio fiscale», ha detto, - una «tassazione agevolata, una sorta di flat tax» per gli aumenti di stipendio, rivolta ai giovani e «che si sposi con la disponibilità delle imprese». Una replica di quanto affermato a Cernobbio ove invitò gli imprenditori a investire sul capitale umano giovanile.

Chiaramente il costo di questi interventi può essere finanziato solo parzialmente dalla flessibilità concessa dall’Ue per le spese in difesa ed energia, bisogna trovare anche altre risorse. E il segretario leghista Matteo Salvini ha riproposto la sua soluzione: tassare le banche. Nonostante la contrarietà di Forza Italia, il vicepremier intende rendere questo prelievo strutturale, mentre per Giorgetti è fondamentale per aumentare la concorrenza.

«Sono assolutamente convinto che anche al tavolo di maggioranza, gli alleati di fronte ai numeri non potranno che dire di sì a un contributo da parte delle imprese più ricche d’Italia non ‘una tantum’ o ‘straordinario’, ma a un contributo delle banche sulla differenza degli interessi che danno e che prendono e sulle commissioni che deve essere strutturale e definitivo», ha spiegato Salvini, precisando che il suo discorso riguarda solo le «grandi banche». Non si tratta, quindi, di colpire gli extraprofitti, cioè gli utili, ma i ricavi (che quegli utili producono) direttamente alla fonte. Il leader del Carroccio, poi, ha anche lanciato una frecciatina a chi, all’interno della maggioranza, «invece di accelerare prova a rallentare». Il riferimento, ovviamente, è ai forzisti verso cui cresce una certa irritazione anche tra gli amministratori e i militanti presenti all’evento. In particolare, viene giudicata incomprensibile la contrarietà di Forza Italia a chiedere alle banche, a fronte di oltre 50 miliardi di utili, un contributo del 5% che potrebbe garantire tra i 2 e i 3 miliardi di euro da destinare per sostenere famiglie e imprese e per rafforzare la sicurezza. Secondo fonti interne al partito, la Lega sarebbe già al lavoro per presentare in Aula un documento sul contributo delle banche basato sul modello spagnolo. «Se si introducono elementi di concorrenza del sistema, alcune rendite di posizione ed alcuni extraprofitti automaticamente si abbassano a beneficio della collettività», ha spiegato Giorgetti. C’è anche un dato politico: l’enfasi delle proposte di Salvini, la sostanziale sintonia con il ministro dell’Economia e il successo dell’evento hanno evidenziato la debolezza della fronda interna guidata dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo.

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