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Governo

Palazzo Chigi tratta con il Kuwait, ma il settore è in tensione

Il governo cerca di coinvolgere pure Q8 nel price cap. Scontenti benzinai, tassisti e trasportatori

Benzinai Eni con prezzo benzina e diesel calmierato- Bologna 28 Settembre 2026 - Bologna - Italia (Photo Alessandro Ruggeri / LaPresse) Eni service stations with capped petrol and diesel prices – Bologna, 28 September 2026- Bologna - Italy (Alessandro Ruggeri/ LaPresse )

La partita del caro-carburanti, al primo giorno del price cap, si gioca già su più tavoli. Palazzo Chigi prova ad allargarla oltre Eni e Ip, puntando sul Kuwait. Dopo la moral suasion con l’Azerbaigian per convincere Socar a seguire la strada indicata da Eni, il governo ha attivato i canali diplomatici con il gruppo kuwaitiano che controlla Q8. Da Palazzo Chigi filtra ottimismo. «Il governo sta verificando a livello diplomatico la disponibilità del gruppo kuwaitiano che controlla Q8 in Italia a seguire lo stesso approccio adottato da Eni e Socar per fissare un limite ai prezzi dei carburanti alla pompa», riferiscono fonti di governo. «Dal Kuwait stanno arrivando segnali positivi in questa direzione», aggiungono sottolineando che «l’eventuale adesione di Q8 permetterebbe di dare un ulteriore segnale di attenzione nei confronti delle famiglie italiane». La difesa dei consumatori passa anche dalla diplomazia.

Ma la prima giornata mostra quanto sia delicato tenere insieme consumatori e filiera. I benzinai chiedono di non essere lasciati soli. Faib Confesercenti e Fegica parlano di «gravi ripercussioni sui gestori» e Fegica stima in circa 1.700 euro ogni 10mila litri l’impatto sulle giacenze acquistate prima del tetto. Per gli impianti con 120-130mila litri la perdita potenziale può arrivare a 20-22mila euro. «Chiederemo a Eni di alzare la quota di ristoro», avverte il presidente Figisc-Confcommercio Bruno Bearzi, chiedendo una convocazione urgente per definire tutele economiche.

E mentre alla pompa si misura l’effetto immediato, camionisti e tassisti guardano già oltre. Il Comitato autotrasportatori siciliani ha annunciato il blocco dei trasporti nei porti dell’isola dal 16 al 20 ottobre. I tassisti minacciano lo sciopero: Loreno Bittarelli di itTaxi parla di «poco ascolto» e chiede il riconoscimento del «carburante professionale». La Cisl vede nel price cap «un atto di responsabilità verso famiglie e lavoratori», ma Daniela Fumarola chiede una soluzione stabile. «Serve una norma che faccia scattare in automatico un tetto dinamico, uguale per tutti gli operatori». L’Aci esprime soddisfazione. Il presidente Geronimo La Russa ricorda che «l’automobile non è un lusso, è uno strumento di lavoro e di libertà».

Il bilancio del primo giorno resta provvisorio. Il Mimit ha rilevato un calo dei prezzi medi self, ma il diesel in autostrada resta sopra i 2,40 euro al litro. E il quadro internazionale continua a spingere petrolio e gas. Il price cap è una prima risposta, ma la vera sfida sarà capire quanto durerà davanti a una crisi che non dipende soltanto dai listini italiani. La battaglia è appena cominciata. E se il conflitto in Medio Oriente si non cessasse a breve, la guerra contro il caro-carburanti sarebbe molto più faticosa.