Senatore Maurizio Gasparri, Fi si è distinta nella maggioranza per la sua posizione sul taglio delle accise che, lei ha detto, vuole tutelare le famiglie senza penalizzare le imprese o spaventare i mercati. Ma come?
«La nostra priorità è tagliare le tasse e abbiamo agito nel governo per ottenere un sostegno alle casse pubbliche da parte del mondo bancario e assicurativo».
L’ha definito il «modello Tajani». Vincente.
«Ed è quello, condiviso dalla premier Meloni e dal ministro dell’Economia Giorgetti, di trovare con un negoziato un accordo che porti introiti maggiori allo Stato senza imporre una nuova tassa, secondo il metodo Sánchez e la sinistra, sugli extraprofitti...».
Che per voi non esistono...
«Infatti. Nella discussione delle leggi di stabilità per il 2025 e 2026 sono stati definiti accordi triennali per ottenere maggiori risorse, sulla base di intese, non di minacce e imposizioni. Questo è il metodo seguito in modo coeso dai partiti di governo. Il primo accordo triennale per il 2025 è stato aggiornato per il triennio 2026/27/28 e arricchito , così arriveranno più di 10 miliardi dal sistema bancario e 2 miliardi da quello assicurativo. E per propri risultati le banche hanno già pagato 1,2 miliardi di tasse in più nei primi 6 mesi dell’anno».
Una nuova tassa avrebbe spaventato i mercati?
«Avrebbe avuto 3 conseguenze. Primo: dare un’immagine di inaffidabilità dell’Italia rispetto agli accordi presi. Secondo: allontanare investimenti esteri che invece vogliamo attrarre e ricordo che molti dei soggetti interessati hanno azionisti stranieri. Terzo: tasse unilaterali comportano il rischio che gli oneri ricadano sugli utenti».
Insomma, il metodo della trattativa è più salutare.
«Certo, sempre quello scelto per l’emergenza energetica: il governo ha chiesto ai grandi gruppi l’anticipazione di alcuni versamenti fiscali che consentirà di avere a disposizione una certa cifra per ridurre il costo dei carburanti, visto che non sappiamo quando finirà la crisi nello stretto di Hormuz».
Che cosa pensa dell’ultima grande operazione di MPS?
«Per Fi bisogna rispettare le dinamiche di mercato e non spetta alla politica intervenire. Esistono per i controlli gli organismi di vigilanza, dalla Banca d’Italia alla Consob alla Bce».
Come andranno le elezioni suppletive di fine settembre a Reggio Calabria per il vostro candidato, con l’elemento disturbatore di Vannacci?
«Alle polemiche risponderemo con il risultato elettorale».
