Dopo la Lega, anche Forza Italia torna a lanciare proposte in vista della manovra. Ieri, in un evento del partito azzurro a Milano, il vicepremier Antonio Tajani ha proposto di istituire una no tax area ai giovani di età inferiore a 35 anni e una detassazione delle tredicesime dei pensionati «perché hanno il diritto di arrivare alla fine del mese». Tra le proposte nuove, ne arriva anche una sul fronte delle detrazioni: «Faremo tutto ciò che serve durante la manovra per realizzare i nostri principi», ha proseguito Tajani, «il diritto alla salute deve essere tutelato, noi diciamo che si deve iniziare a dedurre le spese per le cure nell’anno in cui si fanno le spese, non l’anno dopo».
Il partito dell’altro vicepremier, Matteo Salvini, invece preme sul fronte flat tax e sulla flessibilità pensionistica, con un’uscita a 64 anni d’età e 25 di contributi in cambio di un ricalcolo in chiave contributiva dell’assegno. Servono però coperture, che alcuni si sono spinti a stimare nell’intorno dei 10 miliardi da trovare per far quadrare i conti della legge di bilancio. Secondo la Lega, 5 possono essere reperiti da banche e assicurazioni. Su questo tema, Forza Italia ha ribadito la contrarietà a istituire una «odiosa tassa sugli extraprofitti». Ma se contributo dovrà essere, e il governo in questo senso sta già trattando con gli istituti, allora secondo Tajani questo dovrà avvenire attraverso il «dialogo e il confronto». Solo così, «senza imporre tasse abbiamo ottenuto di più di quello che si poteva ottenere». Insomma, al di là delle sfumature della retorica, pare proprio che nelle varie anime della maggioranza ci sia una convergenza sia sulla volontà di chiedere un ulteriore sforzo a banchieri e assicuratori, sia sul metodo di trovare una soluzione concordata. In tal senso, il successo del caso Eni sul prezzo della benzina ha fatto scuola, grazie a un intervento che ha permesso di abbassare i costi dei carburanti e di mettere in cassaforte un tesoretto da 170 milioni dal sistema delle accise mobili che potrà essere utilizzato in caso di necessità.
Oggi nel frattempo inizia una settimana cruciale per la prossima manovra. Si inizia alle 18 con l’audizione del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato. Domani il consiglio dei ministri esaminerà il Documento di finanza pubblica da inviare a Bruxelles con la cornice della prossima manovra.
Sempre domani il Parlamento voterà la risoluzione sul Documento di finanza pubblica e sullo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi legato all’attivazione della clausola di salvaguardia Ue per la difesa e l’energia. Sono soldi che l’Italia utilizzerà, oltre che per potenziare la difesa, anche per investimenti energetici che permetteranno al Paese di essere in futuro meno esposto a choc come quelli che stiamo vivendo. Eppure la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha già annunciato il no allo scostamento. «Siamo contrari - ha dichiarato al Forum di Confersercenti - la priorità è stata aumentare la spesa militare di 14 miliardi per raggiungere il 5% del Pil. Anziché portare la spesa militare al 5%, noi dobbiamo portare la sanità al 7% del Pil».
