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Governo

Il Fisco cambia passo: il governo ha completato la riforma

Chiusa la delega rispettando i tempi. FdI: “Mai più cittadini usati da bancomat”

Fisco, Leo (Mef): "Più semplificazioni e rapporto collaborativo con i contribuenti"

La delega fiscale arriva al traguardo nei tempi previsti, con la scadenza del 29 agosto rispettata, e per il governo Meloni rappresenta uno dei risultati più significativi della legislatura. Un percorso che, sotto la responsabilità del viceministro dell’Economia Maurizio Leo, ha prodotto 29 provvedimenti tra decreti legislativi e Testi unici, riordinando oltre 440 norme e intervenendo su un sistema tributario che da decenni attendeva una riscrittura organica. «Una riforma che l’Italia aspettava da oltre cinquant’anni», sottolinea Lino Ricchiuti, vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese di Fdi, ricordando come il lavoro sia stato realizzato «senza gravare di un euro sulle casse dello Stato».

Il risultato più evidente è la semplificazione. La riforma ha accorpato e razionalizzato una massa normativa stratificata nel tempo, intervenendo anche sulla tutela del contribuente. Il nuovo Statuto rafforza il contraddittorio preventivo, garantendo almeno 60 giorni per presentare le proprie osservazioni prima dell’accertamento, e rende più incisiva l’autotutela dell’amministrazione in caso di errori evidenti. Sul fronte delle sanzioni, la linea è quella della proporzionalità: pene ridotte e maggiore distinzione tra errore formale, violazione e condotta fraudolenta. Accanto a questi interventi ci sono la revisione dell’Irpef con il passaggio a tre aliquote, l’innalzamento della no tax area, la stabilizzazione del regime forfettario e gli interventi per autonomi e partite Iva. Il concordato preventivo biennale ha introdotto inoltre un nuovo rapporto tra Fisco e contribuente, mentre l’adempimento collaborativo e la riforma della riscossione puntano a spostare il sistema verso maggiore certezza e collaborazione. È la filosofia che Ricchiuti riassume così: «Chi lavora, produce e paga le tasse non è un bancomat da cui lo Stato può continuare a prelevare».

La chiusura della delega, però, non significa che la stagione della riforma fiscale possa considerarsi conclusa. Lo stesso ministero dell’Economia, nell’atto di indirizzo per le priorità politiche del 2027 firmato dal ministro Giancarlo Giorgetti, indica la necessità di «completare la riforma fiscale attraverso l’emanazione dei provvedimenti attuativi con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti fiscali, ridurre gli oneri amministrativi a carico dei contribuenti e promuovere un sistema tributario orientato alla crescita». Restano infine sul tavolo alcuni capitoli importanti, dalla taglio Irpef fino a 60mila euro alla tassazione agevolata di tredicesime, straordinari e premi di produttività, fino al riordino del gioco fisico.

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