Manca ancora tanto, ma già si inizia a parlare di manovra di bilancio. Ieri il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani (in foto), ha rotto gli indugi facendo alcune proposte agli alleati di governo per quella che sarà l’ultima legge di bilancio prima delle elezioni: «Lavoriamo per creare un progetto legato soprattutto alla riduzione della pressione fiscale: penso alla detassazione delle tredicesime», a «un’abolizione anche se parziale del bollo auto». E poi detassazione per le startup, agevolazioni per le assunzioni dei giovani e iniziative per il mondo femminile.
All’orizzonte c’è un percorso a ostacoli, che inizierà il 5 agosto - alla Camera - per attivare la clausola di salvaguardia europea per le spese di energia e difesa che dovrebbe permettere all’Italia di sfruttare 14 miliardi, da dividere equamente tra le spese di difesa ed energia. Un’altra data chiave è il 22 settembre, quando le revisioni sulla stima del deficit potrebbero abbassare il disavanzo e permettere a Roma di uscire dalla procedura per deficit eccessivo. Questo permetterebbe di scorporare dal conteggio le spese su energia e difesa, che altrimenti sarebbero comunque accessibili ma farebbero slittare l’uscita dalla procedura dell’Italia.
Il fatto è che la crisi energetica avanza - ieri il prezzo del petrolio ha superato per la prima volta i 100 dollari da maggio - e allora le indiscrezioni darebbero il governo al lavoro su un piano da 7 miliardi per aiutare famiglie e imprese che potrebbe arrivare già in autunno. Allo stato attuale, comunque, si tratta di ipotesi, anche se l’idea è di arrivare a un intervento il prima possibile. «Presenteremo al Parlamento una progetto», ha detto sempre Tajani intervistato da Rtl, «e quindi aderiremo alla possibilità che ci è stata data di maggiore flessibilità, per utilizzare 13-14 miliardi per realizzare nuove opere sul tema dell’energia». In più vedremo se si riuscirà a fare qualche intervento legato al costo della benzina e del gas.
Intanto nella giornata di ieri il consiglio dei ministri ha approvato il ddl Concorrenza, che aveva come pezzo forte la riforma della rete dei carburanti definito dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, «una svolta storica». L’intervento prevede controlli più stringenti per chi apre un impianto, favorendo la riconversione per gli impianti obsoleti verso biocarburanti e ricarica elettrica. Per favorire la trasformazione, vengono stanziati 120 milioni per il triennio 2028-2030 con un contributo fino a 60mila euro, con un tetto del 50% delle spese sostenute, per agevolare i titolari. Mentre ci sarà un indennizzo fino a 20mila euro per chi non proseguirà l’attività. Ok agli aumenti per i dirigenti scolastici e per i dipendenti delle funzioni centrali della Pa. Sul piatto aumenti fino a 211 euro lordi mensili per 13 mensilità.
