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Governo

Manovra, scintille con le banche. Giorgetti: “Coperta corta”

In settimana l’ok. Gros-Pietro: “Difficile rifare accordi con chi non li rispetta”

Giancarlo Giorgetti, ministro dell�economia, partecipa al congresso straordinario della Lega per eleggere il nuovo segretario a Milano, 24 ottobre 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

«Un conto è fronteggiare il rincaro delle materie prime, un conto è affrontare sia questo che l’aumento dei tassi d’interesse». Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto ieri in collegamento con l’Assemblea della Compagnia delle Opere, ha ricordato che in vista della manovra di bilancio, il cui ok è atteso in Cdm martedì o mercoledì, «la coperta è corta». Una sorta di monito alle richieste dei partiti, che spingono per le rispettive misure di bandiera. Ieri il senatore della Lega Claudio Borghi ha detto che senza «quota 64 per le pensioni» e l’estensione della «flat tax» per gli autonomi «ci arrabbiamo». Non sarà facile però reperire le risorse. Ieri il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, sembra chiudere la porta a un nuovo contributo delle banche, per lo meno nella forma presa lo scorso anno: «Non si può più fare come la volta scorsa»,

ha detto Gros-Pietro. «Hanno voluto un accordo triennale e dopo un anno già non funziona più. Visto che i vertici delle banche hanno pensato di fare questo accordo anche in rappresentanza degli azionisti, difficilmente si sentiranno di rifare un accordo con una controparte che non lo rispetta». Gli azionisti, osserva, «potrebbero fare una class action, un’azione legale». C’è sempre «la disponibilità e l’impegno ad aiutare a risolvere un problema che è nell’interesse nazionale. Questo lo capiscono tutti, nessuno lo vuole negare, ma gli strumenti devono essere rispettosi della legislazione vigente e dei diritti in questo caso degli azionisti», ha chiosato il presidente di Intesa.

Giorgetti sa che per la legge di bilancio servirà essere «molto attenti a come ci si muove». Il nostro Paese, a seguito dei rincari sui rendimenti dei titoli di Stato, il prossimo anno spenderà per gli interessi sul debito una cifra superiore ai 100 miliardi.

In questi giorni dovrebbero arrivare risposte dall’Unione europea circa la flessibilità sui conti aggiuntiva richiesta dall’Italia. Trattativa complicata, ma ancora in piedi. Nel corso della prossima settimana arriveranno le limature. Tra le misure più attese c’è anche il taglio dell’Irpef per il ceto medio, magari in un versione più contenuta. Mentre sul piatto ci sono sgravi fiscali per giovani e donne. «Nei prossimi giorni diventeranno pubbliche le misure molto targettizzate e ragionate che in questi giorni abbiamo discusso dentro al Governo», ha spiegato il numero uno dell’Economia.

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