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Meloni: “Integralismo islamico pericolo reale. Su Modena fare piena luce”

La premier collega sicurezza, immigrazione e crisi internazionali, chiedendo all’Ue più flessibilità per aiutare famiglie e imprese. “Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa”

Meloni: “Integralismo islamico pericolo reale. Su Modena fare piena luce”
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“Al di là dei fatti drammatici di Modena, sui quali serve fare piena luce e andare fino in fondo, il rischio dell’integralismo islamico è un pericolo reale”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Mattino Cinque su Canale 5. Un fenomeno, ha aggiunto, che “qualcuno denuncia da molto prima” e che lei stessa sostiene di aver denunciato “da prima di arrivare al governo”.

La premier ha collegato il tema anche alla linea dell’esecutivo sull’immigrazione e sulla sicurezza. “È una delle ragioni della nostra politica di lotta all’immigrazione illegale di massa che, stando al numero degli sbarchi quest’anno, sta dando risultati importanti”, ha spiegato Meloni, indicando anche “la politica di rafforzamento dei presidi di sicurezza”. Secondo la presidente del Consiglio, “bisogna continuare a tenere molto alta l’attenzione sul fenomeno”, anche attraverso il lavoro dell’intelligence.

Nel corso dell’intervista Meloni è tornata anche sul dossier economico e sui contatti con Bruxelles per ottenere maggiore flessibilità nei conti pubblici di fronte agli effetti delle crisi internazionali. “C’è un’interlocuzione in corso”, ha detto, sottolineando che il governo lavora “perché si trovi un accordo e il prima possibile si possa tornare alla normalità”. L’Italia, ha aggiunto, è “molto impegnata, soprattutto a livello diplomatico” su questo obiettivo.

La richiesta italiana alla Commissione europea nasce, secondo Meloni, dalla portata della crisi legata all’Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. “Di fronte a una crisi globale come quella generata dall’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, non possiamo pensare che i singoli governi siano in grado di rispondere con gli strumenti ordinari”, ha osservato. Per questo, ha spiegato, Roma ha chiesto a Bruxelles “l’estensione di una flessibilità già concessa per le spese in sicurezza e difesa anche agli investimenti che servono per attenuare l’impatto che questa crisi sta avendo e rischia di avere ancora di più sulle famiglie e sulle imprese”.

Meloni ha poi rivendicato la necessità di un equilibrio tra spese per la difesa e sostegno a cittadini e imprese. “Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa”, ha affermato, precisando di sostenere “con forza la necessità che l’Italia e l’Europa facciano di più per difendersi da sole”. La premier ha aggiunto che “quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa, poi lo paghi”, ma ha avvertito che, “se di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese, rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione”.

Sul fronte dei prezzi, la presidente del Consiglio ha assicurato che il governo continuerà a intervenire per contenere gli effetti delle tensioni internazionali. “Comprendo la preoccupazione dei cittadini in questo periodo. Possono stare certi che il governo farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo”, ha detto.

Meloni ha infine difeso le misure sui carburanti, sostenendo che in Italia “il costo del carburante è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia o in Germania” e che “il taglio delle accise sui carburanti è stato un modo per impedire che esplodesse l’aumento dei prezzi”.

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