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Governo

Mossa di Meloni: l’ok all’autonomia, rafforza Salvini e avvicina le urne

Soddisfatta Fdi che guarda al nord e il vicepremier smina il congresso. Giorgetti in Cdm: “La manovra slitterà”

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 13/10/2026 roma - Italia Politica Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

Una mano tesa a Matteo Salvini, ma non solo. Perché l’accelerazione imposta ieri da Giorgia Meloni all’autonomia differenziata con il via libera in Consiglio dei ministri dei rispettivi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto non è solo un punto a favore del vicepremier leghista che il 24 e 25 ottobre potrà presentarsi al congresso della Lega avendo sminato uno dei principali argomenti polemici della riottosa componente nordista del partito. La mossa della premier, infatti, guarda anche a Fratelli d’Italia che, stando ai sondaggi, è primo partito in quasi tutte le regioni del nord e ha dunque interesse a consolidare questo trend. E chissà se è anche per questo che nella consueta conferenza stampa post-Cdm si presentano solo i ministri Marina Elvira Calderone e Nello Musumeci, mentre non si fanno vedere né Salvini né Roberto Calderoli a rivendicare - come ci si sarebbe aspettato - il via libera a quello che è storicamente uno dei cavalli di battaglia del programma elettorale della Lega. Il primo si limita a esprimere la sua soddisfazione con un post su X: «Avanti tutta con una battaglia storica iniziata da Umberto Bossi e Roberto Maroni». Il secondo, invece, in una nota parla di «passo avanti decisivo» e attende «l’ultimo miglio in Parlamento».

La spinta sull’autonomia differenziata, peraltro, spiana di fatto la strada alle elezioni anticipate in primavera, su cui sia Forza Italia che Lega hanno più volte manifestato perplessità, auspicando invece di arrivare a scadenza naturale della legislatura a ottobre 2027. Per avere più tempo a disposizione per invertire una curva dei consensi che oggi è a saldo negativo, ma anche - argomentavano sia Salvini che la fronda nordista - perché con le urne anticipate non ci sarebbe stato il tempo di completare l’iter dell’autonomia con il via libera agli accordi regionali.

Uno scenario che lo sprint di ieri sembra togliere dal tavolo. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, infatti, la palla passerà al Parlamento con l’iter che dovrebbe partire dalla Camera (ma non è escluso che i quattro ddl possono iniziare il loro percorso due da Montecitorio e due da Palazzo Madama): assegnazione in Commissione (nel caso specifico gli Affari costituzionali), calendarizzazione in capigruppo, approdo in Aula con presentazione di emendamenti e odg e poi voto finale. Il tutto con una tempistica relativamente rapida, dai quattro ai cinque mesi, pausa natalizia compresa. Insomma, in tempo utile per andare al voto a fine maggio o inizio giugno, con un election day che accorpi politiche e amministrative (quando saranno chiamati alle urne circa duemila Comuni e tredici milioni di italiani). Tenere le consultazioni in un solo giorno, infatti, farebbe risparmiare all’erario tra i cento e i centocinquanta milioni di euro e questo sarebbe un ottimo argomento per chiedere al Quirinale uno scioglimento anticipato delle Camere.

E che le elezioni non siano lontane sembra confermarlo anche un certo affanno che si è respirato ieri sulla manovra. Nel primo odg del Consiglio dei ministri inviato alla stampa (ore 16.48) era infatti prevista la sua illustrazione, mentre nel successivo (ore 17.38) non ce n’era più traccia. Palazzo Chigi smentisce tensioni e fa sapere che «per mero errore materiale è stato trasmesso un odg non aggiornato». Il che, di fatto, confermerebbe che la legge di bilancio era inizialmente in agenda. Una frenata che fa il paio con quanto avrebbe detto in Cdm Giancarlo Giorgetti. Sono in corso interlocuzioni con l’Ue e - è il senso delle parole del ministro dell’Economia - a questo punto non è escluso che la manovra possa slittare di alcuni giorni rispetto al via libera inizialmente immaginato per il 23 ottobre.