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Governo

Quei “talenti” della Pa che rilanciano lo Stato

In dieci anni raddoppiano gli under 35. Per Zangrillo si tratta di una “rivoluzione totale”

Paolo Zangrillo, ministro per la pubblica amministrazione al Meeting di Rimini. Rimini, 25 agosto 2026. Ansa/Dorin Mihai, Pasquale Bove. /

È una rivoluzione generazionale che attribuisce ai giovani quella responsabilità che in tanti chiedono. Un salto nel buio? Niente affatto. «Un gesto molto più profondo di una semplice sostituzione di persone». Insomma, un «atto di fiducia». Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, porta al Meeting di Rimini il tema delle riforme, degli investimenti e di quei talenti che la Pa sta mettendo in campo per renderla sempre più attrattiva. «Una comunità che non affida responsabilità ai giovani - dice Zangrillo - è una comunità che smette di credere fino in fondo nel proprio futuro».

Tre le parole chiave su cui puntare: talento, merito, formazione. «Abbiamo affrontato il più grande ricambio generazionale nella storia recente della Pubblica amministrazione», chiosa il ministro, che snocciola i numeri di questa trasformazione: 640 mila persone entrate nelle amministrazioni in poco più di tre anni, età media dei dipendenti pubblici scesa da 51 a 48 anni, il raddoppio degli under 35 negli ultimi 10 anni. «Abbiamo deciso di cambiare radicalmente approccio e digitalizzato integralmente le procedure concorsuali, riducendo il tempo medio di svolgimento da quasi due anni per la risposta ai concorsi a circa cinque mesi». E ora, il portale inPA, con oltre 3 milioni di utenti registrati, è diventato l’unica porta di accesso al lavoro pubblico. «Oggi è possibile conoscere in tempo reale tutte le opportunità offerte dalle amministrazioni e candidarsi in pochi minuti». Una rivoluzione generazionale concreta: 16mila concorsi banditi nel 2025, 180mila posti, oltre 1 milione e 600mila candidature. «Non un punto di arrivo sottolinea - ma il segnale di una fiducia che sta tornando». L’obiettivo finale è quello di rendere attrattiva la Pa per le nuove generazioni e «se riusciremo a fare questo, investiremo su un Paese che continua a credere nel proprio futuro».

Poi il merito, che «significa riconoscere l’impegno» e «dire che il lavoro ben fatto non è invisibile». Infine, la formazione: il miglioramento c’è se l’organizzazione investe sullo sviluppo delle persone.

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