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Governo

Salvini sblocca i fondi: convinti i trasportatori

Il ministro Salvini incontra le associazioni di categoria e raggiunge una tregua. Dal governo assicurato un aumento delle risorse che copriranno il 70% degli extracosti

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini durante l'ncontro con alcune sigle autonome dell'autotrasporto, Milano, 20 ottobre 2026. ANSA/UFFICO STAMPA MINISTERO TRASPORTI

Mentre una piccola parte della Lega pensa solo al Nord, Matteo Salvini risolve (temporaneamente) i problemi del Sud. Anzi, del Paese. Il vicepremier ieri ha incontrato una delegazione degli autotrasportatori, gli stessi che da settimane hanno paralizzato il meridione e proprio dai camionisti è subito arrivato un segnale: in Sicilia lo sciopero è stato revocato. Gli scaffali dei supermercati potranno essere riforniti e i cittadini del sud Italia potranno tirare un sospiro di sollievo. In Sicilia il «problema» è risolto. Almeno per il momento. È la Calabria a non mollare, i camionisti resistono in attesa di «vedere i fatti» hanno detto. In Puglia c’è fiducia, resta l’agitazione e qualche timido blocco. La partita, adesso, si gioca sui tempi. Perché le rassicurazioni servono a far ripartire i motori, ma per tenerli accesi occorrono soldi veri. E Salvini, nel doppio confronto milanese con le associazioni nazionali e le sigle autonome, ha messo sul tavolo una prima risposta al caro gasolio. I 430 milioni già stanziati sono diventati circa 480, che, secondo Conftrasporto, consentiranno di recuperare il 70 per cento dell’extracosto riconosciuto.

Il viceministro leghista Edoardo Rixi ha annunciato l’avvio delle erogazioni per le richieste arrivate entro il 30 agosto. Dopo settimane di tensione, ora si attendono i bonifici. Ma la tregua potrebbe durare poco. Per questo sono stati promessi altri 60 milioni per i consumi di settembre e ottobre. Risorse che dovranno entrare in un decreto da portare in Consiglio dei ministri in tempi «rapidissimi». Il Mef pare abbia dato disponibilità. L’associazione ALIS guarda anche alla riapertura della piattaforma per le domande nei primi giorni di novembre, mentre i pagamenti successivi sono attesi tra gennaio e febbraio 2027. Un calendario che richiede pazienza. Tanta, soprattutto in questo periodo. «Ci rincontreremo il 27 per verificare che quanto detto sia attuato», ha scandito Paolo Uggè, presidente di Unatras. Da parte sua Antonio Manzi, portavoce della delegazione pugliese, ha riconosciuto che è stato «raggiunto un piccolo accordo e si sono messi a disposizione sia il ministro Salvini che tutta la sua squadra». Poi ha aggiunto che serviranno dieci giorni tecnici per capire quali soluzioni diventeranno concrete.

I camionisti, nel frattempo, aspettano i provvedimenti. Matteo Salvini ha ascoltato grandi e piccoli trasportatori. «Ritengo giusto ascoltare i grandi e anche i piccolini», aveva spiegato prima degli incontri. Ma ascoltare non significa lasciare che strade, autostrade e porti rimangano ostaggio dei blocchi. Su questo il vice di Salvini, Rixi è stato netto: «Giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die». Il rischio va oltre gli scaffali vuoti. C’è la catena degli approvvigionamenti, ci sono le attività produttive e perfino gli ospedali. E resta delicato il nodo del porto di Napoli, mentre sul settore pesa anche la tassazione europea Ets applicata al trasporto marittimo. Insomma, Salvini ha ottenuto una prima apertura senza chiudere la vertenza. Il governo mette le risorse, le associazioni concedono tempo, ma tengono il piede sul freno. La prossima settimana sarà già quella delle verifiche. Una scadenza che nessuno potrà ignorare. Il risultato si misurerà sul ritorno alla normalità. Perché una cosa è fermare la protesta, un’altra impedire che ricominci. Salvini ce la sta mettendo tutta, a riconoscerlo anche Giorgia Meloni soddisfatta del primo risultato: lo stop del blocco in Sicilia.

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