Grandi anteprime tra serie Usa e biografie musicali

RomaMolti l’amano; qualcuno non la sopporta; tutti la conoscono. È la fiction, negli ultimi quindici anni il motore della tv. È merito della fiction se nel settore sono aumentati i posti di lavoro; se sono aumentati i fatturati delle imprese; se si è ripreso a raccontare la storia di questo Paese. È la fiction, insomma, la vera regina della tv. «Per questo - nota Steve Della Casa - il Roma Fiction Fest conferma la propria importanza. È la rassegna più qualificata ma anche la più popolare fra tutte quelle dedicate al più popolare dei generi televisivi». E ieri, alla presentazione della quarta edizione della kermesse romana (dal 5 al 10 luglio) soprattutto di una cosa era soddisfatto, il suo direttore artistico: «Del fatto che il festival sia riuscito a diventare un grande appuntamento per gli addetti ai lavori ma anche per il grande pubblico degli appassionati. Che possono assistere gratuitamente alle proiezioni delle più recenti e delle migliori fiction provenienti da tutto il mondo».
Nel ricco carnet degli appuntamenti saranno soprattutto quattro, i titoli che presumibilmente attrarranno gli spettatori. Il sorteggio, firmato da Giacomo Campiotti per la Rai, in cui Beppe Fiorello (assieme a Giorgio Faletti ed Ettore Bassi) racconterà la dura storia di un operaio torinese, chiamato nel 1977 a diventare giudice popolare nel primo processo celebrato alle Brigate Rosse. Esperienza traumatica, che cambierà tutta la sua vita.
Sul filo della storia nazionale, sia pure narrata da un’angolazione inconsueta, si muoverà anche Le ragazze dello swing (sempre targato Rai): racconto «musicale» della carriera del Trio Lescano, celeberrima formazione canterina dell’Italia degli anni Trenta (fra le interpreti la bionda Andrea Osvart) che trasformava in piacevoli motivetti sogni e divagazioni degli italiani di allora, ma che, all’inizio della persecuzione razziale, dovette scomparire rapidamente di scena. Tipicamente Mediaset, invece, il melodramma Il peccato e la vergogna, affidato alle prestanti figure di Gabriel Garko e Manuela Arcuri, impegnati a raccontare la fatale ossessione di un uomo per una verace popolana.
Di livello decisamente stellare il cast della fiction straniera più attesa: quel You don't know Jack - con Al Pacino, Susan Sarandon e John Goodman - che ripercorre la carriera di Jack Kevorkian, il «Dottor Morte che in America uccise con l’eutanasia oltre 130 pazienti. Aperto dall’anteprima mondiale dell’episodio pilota della serie americana Body of Proof, «procedural drama» molto atteso, il Roma Fiction Fest «ruoterà soprattutto - spiega Della Casa - attorno a tre temi, il primo dei quali è la musica». Ci saranno infatti fiction su John Lennon (Lennon: naked, in prima mondiale), Michael Jackson (My friend Michael Jackson, del sensitivo Uri Geller, qui in veste di regista), Boy George (Worried about a boy), e Rolling Stones (Stones in exile).
«Il secondo tema - continua il direttore - è la famiglia: dal danese Lulù e Leon, che ne mette in scena una criminale all’italiano Due mamme di troppo, in cui (grazie al talento di Lunetta Savino e Angela Finocchiaro) s’ironizza sull’eterno cliché della rivalità fra consuocere. Infine il racconto della realtà: temi di scottante attualità (i guasti dei reality show in Le jeu de la mort) come ferite storiche ancora sanguinanti, cone le ultime 48 ore di vita del presidente Kennedy in JFK: the three shots that changed America».

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