Un attacco articolato, con più droni, due dei quali carichi di esplosivo. È lo scenario che emerge dalle indagini su quanto accaduto agli inizi di agosto allo scalo di Lipsia, in Germania, a seguito del ritrovamento di un terzo oggetto volante e di materiali che non lasciano escludere neppure l’ipotesi di un quarto.
I dettagli sono stati resi noti dal gruppo di reporter di Sueddeutsche Zeitung, Ndr e Wdr. E sul fatto si è pronunciato per la prima volta il cancelliere Friedrich Merz, il quale ha annunciato conseguenze “per gli autori di attacchi senza scrupoli, che hanno messo in conto gravi danneggiamenti, feriti e perfino morti”.
“Per questo pagheranno”, ha scandito il Kanzler, a pochi minuti dall’inizio della clausura del suo gabinetto a Neuhardenberg, prima azione di governo sotto la sua guida dopo le ferie agostane.
Drone-bomba a Lipsia, emerge un terzo velivolo carico di esplosivo
Tornando all’inchiesta sul drone-bomba ritrovato nella tarda serata del 4 agosto, alle 23.42, sulla pista di rullaggio degli aerei Antonov ucraini, venti minuti dopo un secondo oggetto volante andò in collisione con un aereo Dhl che non aveva potuto atterrare e che fu dirottato ad Hannover. Ora spunta dunque un terzo drone.
Questo, a sua volta carico di materiale altamente esplosivo — 50 grammi di esogeno non detonati — è stato ritrovato diversi giorni dopo, il 14 agosto, in un campo di Kabelsketal, comune della Sassonia-Anhalt al confine occidentale con lo scalo di Lipsia.
Stando a quanto scrive Sz, gli inquirenti hanno trovato anche una costruzione tecnica con la quale probabilmente sono stati guidati i droni, a Kursdorf. Qui è stata individuata un’antenna attaccata a un albero con del nastro adesivo.
Non basta. L’11 agosto, nel corso delle ricerche, gli investigatori si sono imbattuti in altro materiale metallico, che potrebbe essere appartenuto a un quarto drone.
L’inchiesta guidata dalla Procura federale e portata avanti dall’Anticrimine federale procede, e neppure Merz si è spinto a indicare la pista russa. Il Kanzler però ha assicurato che gli sviluppi delle scoperte di questi giorni saranno resi noti a stretto giro: “Il governo federale si esprimerà a breve”.
Recentemente era venuto fuori che gli agenti avevano scoperto anche delle tracce di Dna. Reagendo a caldo, il titolare degli Interni, Alexander Dobrindt, aveva puntato il dito contro “potenze straniere” che cercano di destabilizzare la Germania. Ed è noto che dietro i tentativi di influenzare il Paese e intimorire gli elettori ci siano appunto i russi.
Merz: la Germania è sempre più nel mirino degli attacchi ibridi
La Repubblica federale è “sempre più nel mirino di attacchi ibridi”, ha ribadito Merz, sottolineando tuttavia che “la Germania resta un paese sicuro”.
Le parole del leader cristiano-democratico hanno ormai anche un chiaro valore elettorale. Il cancelliere ha davanti a sé un autunno in salita, per non dire cruciale. Il 6 settembre potrebbe arrivare la prima di tre clamorose sconfitte alle regionali dei Laender dell’est, dove Afd è in irrefrenabile ascesa.
Nella Sassonia-Anhalt, primo dei tre appuntamenti con le urne che vedranno al voto il 20 settembre i berlinesi e il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, si guarda con allarme al successo del giovane dell’ultradestra Ulrich Siegmund.
Stando ai sondaggi, qui il partito ha addirittura un 42% dei consensi e, staccando la Cdu di venti punti, mira a governare da solo.
