Nuovi attacchi degli Stati Uniti contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz in risposta al fuoco di Teheran contro una petroliera. Il presidente Usa Donald Trump lancia un nuovo avvertimento "Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani e postazioni radar costiere, per aver violato l'accordo di cessate il fuoco... ANCORA UNA VOLTA!", scrive sul social Truth. "Potrebbe arrivare un momento in cui saremo costretti a portare a termine militarmente l'opera che abbiamo avviato. Se ciò dovesse accadere, l'Iran cesserà di esistere!". Nella notte i Pasdaran hanno rivendicato un attacco contro Bahrein e Kuwait.
Axios, accordo Usa-Teheran per stop attacchi e incontro in settimana
Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo per fermare gli attacchi che nelle ultime ore hanno messo a rischio la tregua, concordando di incontrarsi martedì a Doha per parlare dello Stretto di Hormuz. Lo scrive Barak Ravid su Axios, citando una fonte dell'amministrazione americana, che ha detto: "Abbiamo decviso di fermare tutte le attività cinetiche".
Waltz, se Teheran minaccia traffico a Hormuz continueremo a colpire
Gli Stati Uniti continueranno a prendere di mira le infrastrutture militari iraniane se Teheran minaccerà il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz. "Se il regime iraniano pensa anche solo per un secondo che il presidente Trump resterà a guardare mentre l'Iran continua ad attaccare le navi mercantili internazionali senza reagire, o le nostre basi senza reagire, si sbaglia di grosso", ha detto Waltz a Fox News. Waltz ha aggiunto che gli Stati Uniti "continueranno, militarmente se necessario, a smantellare le infrastrutture" che Teheran "sta cercando di utilizzare per controllare illegalmente una via navigabile internazionale".
Khamenei, crimini Usa e Israele devono essere perseguiti
In un messaggio domenicale diffuso in occasione dell’anniversario del martirio dell’Ayatollah Mohammad Beheshti e dei suoi compagni l’Ayatollah Khamenei ha affermato che una delle questioni giuridiche e giudiziarie più importanti che l’intera nazione iraniana si trova ad affrontare in questo momento è quella di perseguire e ripristinare quei diritti violati dai "criminali internazionali e dalle potenze arroganti e aggressive". Nel messaggio diffuso da Press Tv "ha affermato che la tutela dei diritti del popolo iraniano va oltre le singole questioni giuridiche e comprende la difesa dei diritti collettivi del Paese contro i crimini commessi da aggressori stranieri"."Ciò che è certo è che i criminali devono essere assicurati alla giustizia e costretti ad affrontare le conseguenze dei loro atti criminali", ha affermato.Il leader ha inoltre sostenuto che le dichiarazioni di alcuni leader americani e israeliani, che riconoscono tali atti e ne vanno persino apertamente fieri, costituiscono ammissioni di crimini che rafforzano la base giuridica per il ripristino dei diritti violati della nazione iraniana.
Teheran: "Determinati a difenderci da aggressione Usa"
L'Iran afferma di essere "determinato a difendere" la sua "sovranità". La Repubblica islamica "condanna con forza i raid aerei effettuati alle prime ore di domenica dall'esercito terroristico americano contro vari siti di sorveglianza e monitoraggio lungo la costa meridionale del Paese". Una nota del ministero degli Esteri insiste sulla "determinazione a difendere la sovranità nazionale dell'Iran" di fronte all' "aggressione" americana.
Iran: sotto attacco Bahrein e Kuwait: accordo sempre più a rischio
Bahrein e Kuwait fanno sapere che l'Iran ha preso di mira le loro nazioni con attacchi di droni e missili in seguito a nuovi raid aerei statunitensi contro l'Iran; si tratta di un'escalation di scambi di fuoco che mette in discussione l'accordo provvisorio volto a porre fine alla guerra nella regione. Gli attacchi sono avvenuti mentre una forza navale multinazionale, sotto la supervisione della Marina statunitense, annunciava sabato l'ampliamento di una rotta vicino all'Oman, nello stretto, per consentire il traffico sia in entrata che in uscita: una mossa che probabilmente creerà un nuovo punto di attrito con Teheran.Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha dichiarato di aver colpito infrastrutture militari iraniane di sorveglianza, sistemi di comunicazione, postazioni di difesa aerea, depositi di droni e capacità di posa di mine, in risposta all'attacco subito dalla nave in mare aperto nelle prime ore di sabato. L'imbarcazione in questione, la petroliera Kiku battente bandiera panamense, trasportava greggio per conto della compagnia energetica statale del Qatar, un mediatore chiave nei negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Nuovi attacchi Usa contro l'Iran
La tv di Stato iraniana ha riferito di esplosioni in un'area a nord dello Stretto di Hormuz. L'iniziativa è giunta mentre Teheran colpiva sia il Bahrein che il Kuwait, evidenziando la crescente tensione attorno all'accordo provvisorio tra le due nazioni volto a porre fine al conflitto. L'attacco contro il Kuwait, avvenuto nelle prime ore di domenica, è stato il primo da quando le parti hanno siglato l'intesa per la cessazione delle ostilità; esso è coinciso con l'annuncio, sabato, da parte di una forza navale multinazionale sotto l'egida della Marina Usa, dell'ampliamento di una rotta nello stretto – nei pressi dell'Oman – per consentire il transito in entrata e in uscita, una mossa che rischia di creare un nuovo punto di attrito con Teheran.
