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Guerra

Elicottero russo sconfina in Polonia. “Testano le nostre difese”

Il Mi-8 è stato rilevato ieri, decollati i caccia. Varsavia: “È l’ennesima provocazione”

Polish Air Force F-35 and F-16 fighter jets fly during the military parade at the Polish Armed Forces Day in Warsaw, Poland, 15 August 2026. ANSA/Leszek Szymanski

Sul confine orientale dell’Europa la guerra non ha ancora bisogno di dichiararsi per farsi sentire. Le basta un radar, un’eco che compare sullo schermo, il rombo di un caccia che decolla, 42 secondi di sconfinamento e una domanda che resta sospesa nell’aria più a lungo dell’elicottero che l’ha provocata. Ieri mattina un Mi-8 militare russo, proveniente dall’enclave di Kaliningrad, è entrato nello spazio aereo polacco per circa 300 metri, sulle alture di Broniewo, restandovi 42 secondi. Varsavia sostiene di averlo seguito con i radar, facendo decollare i caccia e mantenendo in allerta le forze terrestri. Per il Comando operativo polacco, la natura dell’episodio suggerisce che Mosca stia nuovamente mettendo alla prova la prontezza della difesa aerea di Varsavia. Quarantadue secondi sono un tempo ridicolo nella vita di un uomo, ma un’eternità nella grammatica militare, perché qualcuno, dall’altra parte, può misurare la velocità della risposta. Nel pomeriggio, l’aviazione militare ha segnalato la presenza sui radar di un altro oggetto non identificato nei cieli di Malbork, a Ssud di Danzica. Interpellato sulla sua natura, il ministro della Difesa, Kosiniak-Kamysz, si è limitato a rispondere che «riguarda la sicurezza nazionale».

Nei giorni precedenti, Donald Tusk aveva portato in Parlamento una valutazione ancora più allarmante. Secondo il premier polacco, informazioni provenienti dall’intelligence indicano la possibilità di attacchi ibridi russi, condotti con droni e missili, contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, Polonia compresa. L’ipotesi delineata da Tusk è quella di operazioni concepite per apparire come incidenti: azioni volutamente ambigue, in grado di mettere alla prova la solidarietà della Nato senza innescare immediatamente un conflitto aperto.

La frontiera tuttavia non è più soltanto nel cielo. La CIA avrebbe avvertito Varsavia che la Russia ha mappato i cavi sottomarini utilizzati dalle banche internazionali, comprese le connessioni tra Europa e Nord America e quelle nel Baltico. L’allarme riguarda il possibile danneggiamento di queste infrastrutture, con conseguenze sul trasferimento dei dati finanziari. La rete, tuttavia, è dotata di percorsi alternativi: la rottura di un singolo cavo non provocherebbe quindi il collasso del sistema.

Varsavia non accusa nella forma Mosca: non ogni oggetto sconosciuto è un’arma, né ogni sconfinamento è l’anticamera di una guerra. Tuttavia la somma degli episodi produce una diversa realtà politica e militare: quella di un Paese costretto a vivere in uno stato di vigilanza permanente.

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