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Guerra

Fedorov: “Stiamo perdendo”. E Mosca avanza a Kramatorsk

L’ex ministro invoca un cambio di passo. In Donbass i russi premono ma non sfondano

FILE - Ukraine's Defense Minister Mykhailo Fedorov speaks to journalists during a joint press conference with Sweden's Defense Minister Pal Jonson in Kyiv, Ukraine, Wednesday, July 1, 2026. (AP Photo/Efrem Lukatsky, file) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

La frase è brutale, soprattutto perché arriva da uno degli uomini che fino a poche settimane fa sedeva al vertice della macchina della difesa ucraina: «Stiamo gradualmente, lentamente perdendo». Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa di Kiev, non ha detto che l’Ucraina sia condannata alla sconfitta. Ha detto qualcosa di più insidioso: che il Paese sta consumando il tempo senza una strategia capace di trasformare la resistenza in una prospettiva di vittoria. È una frase che oggi va misurata non soltanto sul terreno della politica interna ucraina, ma sulla carta del Donbass. Fedorov ha denunciato l’assenza di una visione strategica, la lentezza nell’innovazione militare e la corruzione che, a suo giudizio, stanno indebolendo lo Stato proprio mentre la guerra entra in una fase critica. Secondo l’ex ministro, Kiev avrebbe ancora possibilità di vincere, ma solo se nei prossimi mesi cambierà passo.

All’atto pratico, al di là delle narrazioni contrapposte di Mosca e Kiev, il conflitto è entrato in una nuova fase, ma che resta lontana da una svolta decisiva. Nel Donetsk, i russi continuano a spingere verso Kostjantynivka e lungo l’asse che conduce a Kramatorsk e Sloviansk. Secondo il capo di Stato maggiore russo Gerasimov, i suoi uomini avrebbero sfondato in alcuni materiale consente aMosca di guadagnare terreno, ma non si è ancora tradotta in uno sfondamento operativo capace di disarticolare il nemico. La Russia controlla circa un quinto dell’Ucraina e conserva un vantaggio netto in uomini, risorse e capacità industriale. Ma Kiev continua a impedirle di trasformare questa superiorità in una vittoria decisiva. La vera partita dell’autunno, al netto delle parole di Fedorov, sarà doppia: capire se Mosca riuscirà a sfondare nel Donbass, o Kiev a logorare la macchina bellica russa più rapidamente di quanto venga usurata la propria. Per ora, nessuno dei due obiettivi è stato raggiunto. Poi c’è la quotidianità, fatta di vittime e ordigni. Cinque morti nei raid russi su città ucraine, mentre Kiev ha colpito raffinerie russe, tra cui quella di Ufa. Mosca accusa l’Ucraina di un attacco a Zaporizhzhia. A San Pietroburgo un’autobomba, forse piazzata dalla Sbu ucraina, ha ucciso il colonnello russo Vladimir Sedov. Un drone è caduto vicino all’ambasciata portoghese aKiev e cinque droni russi sono entrati in Moldavia. La Polonia pronta a produrre Patriot con Kiev.

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