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“È il giorno più bello della nostra vita”. Gli iraniani nelle piazze italiane festeggiano la morte di Khamenei

Da Milano a Roma, passando per Bologna, Genova e ogni città con comunità iraniane, alla notizia dell’uccisione dell’ayatollah è esplosa la festa

“È il giorno più bello della nostra vita”. Gli iraniani nelle piazze italiane festeggiano la morte di Khamenei
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Mentre la sinistra italiana ha assunto una postura quanto meno inopportuna sull’evoluzione del conflitto mediorientale, schierandosi contro Usa, Israele e Occidente, gli iraniani in Italia stanno festeggiando per le strade la morte dell’ayatollah Khamenei. Da questa mattina i social sono invasi dalle immagine dei festeggiamenti anche a Teheran: mentre i missili squarciavano i cieli della Capitale iraniana, gli studenti nelle scuole scandivano slogan contro l’ayatollah e contro il regime islamico teocratico che per troppo tempo ha soffocato il Paese. Le donne sono scese in strada senza velo, dai balconi sono state effettuate riprese delle colonne di fumo che si sollevavano dai siti legati al regime tra grida di giubilo e stasera in Italia la festa è proseguita.

Nel quartiere San Giovanni di Roma è scoppiata la festa tra musica e bandiere, quelle storiche, le "Shir-o-Khorshid", con sole e leone, simbolo storico potentissimo che ha rappresentato l'Iran per secoli prima della rivoluzione islamica del 1979. Con la Rivoluzione Islamica, il simbolo del leone e del sole è stato rimosso dalla bandiera ufficiale, sostituito dall'attuale emblema rosso che rappresenta la parola "Allah" stilizzata. Ma la festa non si è svolta solamente a Roma perché in tutte le città in cui ci sono comunità iraniane ci sono stati momenti di festa e di gioia. “Oggi è il giorno più bello della nostra vita. È finita la peggiore dittatura del mondo”, ha detto al microfono un giovane iraniano che era in piazza a Genova assieme a 300 connazionali nel momento in cui è stata annunciata la morte di Khamenei.

“Abbiamo perso amici, fratelli, sorelle… Per anni abbiamo vissuto con la paura, con internet bloccato, con la repressione. Ora finalmente possiamo sperare in un futuro diverso, senza più Khamenei e i suoi Guardiani della Rivoluzione”, hanno detto ancora. Festa grande a Bologna e a Milano, dove centinaia di persone si sono ritrovate in tarda serata in piazza del Duomo. Anche qui musica e balli hanno caratterizzato il momento di gioia per l’attacco israelo-americano su Teheran.

Ancora una volta la sinistra vuole essere più realista del re, anteponendo ideologie teoriche che mal si sposano al pragmatismo necessario di questi tempi non facili. E se gli iraniani, popolo direttamente interessato, scende in piazza per cantare e gioire per un attacco volto a eliminare il regime teocratico, allora tutti dovrebbero unirsi a loro per festeggiare.

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