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Guerra

Iran e Houthi: così la Cina alimenta la macchina da guerra guerra contro gli Usa in Medio Oriente

Pechino continua a essere un canale decisivo per Iran e Houthi nella guerra contro gli Stati Uniti. Ecco cosa succede in Medio Oriente

La Cina è finita sotto i riflettori per quanto riguarda la guerra in Medio Oriente. Se infatti da un lato gli Stati Uniti cercano di contenere Iran e Houthi, dall’altro Pechino continuerebbe a mantenere aperti canali commerciali con i due nemici degli Usa. Canali attraverso i quali, secondo le inchieste di vari media americani, transiterebbero componenti, tecnologie e risorse utilizzabili per alimentare le macchine militari dei ribelli yemeniti e degli ayatollah.

I rapporti tra Cina e Iran

Partiamo con l’Iran. Un’inchiesta del Wall Street Journal ha evidenziato come nei primi sei mesi del 2026 siano arrivati in Iran circa 1.300 carichi contenenti componenti a duplice uso destinati al ministero della Difesa di Teheran.

Cosa c’era in questi carichi? Elettronica, motori, dispositivi di navigazione e altri materiali utilizzabili nella produzione di droni e missili. Alcune spedizioni, arrivate anche per via aerea, avrebbero riguardato componenti impiegabili nei sistemi di guida delle armi di precisione.

Il problema è che molti prodotti sopra citati hanno anche un impiego civile e quindi possono viaggiare lungo normali rotte commerciali, rendendo più difficile per gli Stati Uniti bloccarne l’accesso a Teheran. Dal canto suo Pechino respinge le accuse e sostiene di rispettare le regole internazionali sul commercio dei beni a duplice uso.

Componenti a duplice uso e petrolio

Il rapporto con l’Iran, del resto, non si limita alla vendita di componenti industriali. La Cina è diventata il principale acquirente del petrolio iraniano, garantendo a Teheran una fonte di entrate fondamentale nonostante le sanzioni americane.

Attraverso società di intermediazione, banche e pagamenti in yuan, una parte di questi flussi può inoltre ridurre l’esposizione al sistema finanziario dominato dal dollaro. È un meccanismo che consente all’Iran di continuare a finanziare la propria economia e, indirettamente, il proprio apparato militare.

Washington si trova di fronte a un dilemma: colpire con maggiore forza le società cinesi significherebbe rischiare di complicare il rapporto con Xi Jinping, mentre lasciare aperti questi canali ridurrebbe l’efficacia della pressione esercitata su Teheran.

Il rapporto (indiretto) con gli Houthi

Allo stesso tempop un’inchiesta di Bloomberg ha ricostruito il percorso di alcuni container partiti dalla Cina e diretti verso le aree controllate dagli Houthi in Yemen. Al loro interno sono stati individuati macchinari industriali, prodotti chimici, motori, sistemi elettronici e componenti compatibili con la produzione (anche in questo caso) di droni e missili.

Tra i materiali sequestrati figurano anche elementi che, secondo gli esperti interpellati, ricordano parti di missili balistici di fabbricazione iraniana. Il dato più importante è che gli Houthi non sembrano più dipendere soltanto dall’arrivo di armi finite dall’Iran: possono importare macchinari e componenti e assemblare parte dei propri sistemi direttamente nello Yemen. E questo rende la loro macchina bellica più autonoma e più difficile da neutralizzare.

La rete che preoccupa gli Usa

Dall’Iran allo Yemen, dunque, transiterebbe una rete commerciale nella quale beni civili e componenti militari possono viaggiare in maniera tutto sommato sicura ed efficace. Oltre il 70% dei beni a duplice uso proibiti o soggetti a restrizioni sequestrati nello Yemen tra gennaio 2025 e aprile 2026 aveva origine cinese, secondo quanto riferito dagli Stati Uniti a una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Ovviamente non significa automaticamente che le aziende cinesi conoscano la destinazione finale dei prodotti: proprio la natura dual use rende complesso stabilire responsabilità e intenzioni. Ma il risultato sul campo è evidente: Teheran dispone di più strumenti per sostenere la guerra e gli Houthi hanno maggiore capacità di produrre droni e missili. Per gli Stati Uniti significa dover affrontare non solo Iran e milizie alleate, ma anche una filiera commerciale che passa dalla Cina.

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