Riesplode con forza l'allarme FakeCall, il temutissimo trojan in grado di intercettare le telefonate fatte da ignari utenti alla propria banca e di metterli in contatto con i cybercriminali: convinto di parlare con un dipendente dell'istituto di credito, il cliente di turno è spinto così a condividere informazioni e dati riservati, spalancando le porte del suo conto corrente agli hacker.
Una prima edizione del malware fu individuata da Kaspersky nel 2022, e da quel momento in poi iniziarono a diffondersi delle versioni aggiornate e quindi di conseguenza via via più insidiose, come quella segnalata nel 2023 da CheckPoint. Inizialmente il trojan, che infettava i dispositivi elettronici tramite file APK provenienti da siti di terze parti, spingeva le vittime a contattare la propria banca dall'interno di un'app, simulando la composizione del numero di telefono reale dell'istituto di credito: a questo punto il cliente di turno entrava in contatto con un truffatore anziché con un dipendente, come invece era convinto di fare.
Allarme malware sugli smartphone: non scaricate queste appGli esperti di Zimperium hanno di recente individuato una nuova ancora più insidiosa versione di FakeCall che in questo caso è addirittura in grado di sostituirsi direttamente al gestore delle chiamate: grazie a questo passaggio, i cybercriminali riescono a ottenere l'autorizzazione a intercettare e deviare sia le telefonate in uscita che quelle in entrata.
A differenza di quanto avveniva nelle versioni precedenti, il malware entra in azione solo quando l'utente contatta telefonicamente il proprio istituto di credito, sostituendosi al dealer di sistema e deviando la chiamata su un dispositivo elettronico nelle disponibilità del truffatore: quest'ultimo, investito del falso ruolo di dipendente della banca, avrà quindi la possibilità di carpire le informazioni necessarie per svuotare il conto della vittima.
A preoccupare è non solo il fatto che il codice del trojan sia stato offuscato in modo considerevole, ma soprattutto che siano state individuate nuove funzioni e sistemi di attacco ancora da perfezionare: tra questi uno di ricezione Bluetooth, che per ora si limita a monitorare la connessione, e uno di monitoraggio dello schermo in grado di comprendere se esso sia acceso o spento. Oltre ciò, FakeCall crea un canale di connessione col server C2 di comando e controllo, consentendo al cybercriminale di effettuare numerose operazioni con lo smartphone della vittima, come ottenere la posizione gps, modificare i contatti, eliminare app o registrare audio e video con videocamera e microfono.
L'unico modo per proteggersi è quello di scaricare le app bancarie solo ed esclusivamente dal Google Play Store: per quanto, come accaduto anche di recente, sia possibile imbattersi in file APK pericolosi anche lì, si tratta di un evento decisamente più raro. Per tutelarsi ulteriormente è consigliabile anche attivare il Play Protect, in grado di individuare e bloccare le app infette.
