Sono 30 anni esatti: il primo modello, il CF-25, è del 1996. I Toughbook di Panasonic Connect sono i pc da lavoro ma anche il tablet prima dei tablet, quelli che poi Apple ha fatto diventare un oggetto per tutti. Perché sono dispositivi che stanno dietro le quinte, ma che ovviamente sono per un certo verso più importanti di quelli che troviamo in negozio. Masaki Takeda, Director of Mobile Solutions Business Division Europe dell’azienda giapponese, lo dice con orgoglio: “Sono prodotti per usi civili e militari, ma ci tengo a dire che nascono per far crescere le aziende e salvare vite”.
Toughbook ha dunque lunga storia. Come la descriverebbe?
“E’ una storia di innovazione: nel 1996 nessuno sapeva costruire un Pc rugged. Per circa vent’anni siamo stati quasi gli unici, ed era davvero difficile, perché avevano un hard disk e talvolta un lettore DVD, componenti meccaniche difficili da proteggere dagli urti”.
La svolta?
“Quando l’hard disk è diventato SSD e il DVD è scomparso, costruire un Pc rugged è diventato molto meno complicato. In quei vent’anni, però, essendo soli, abbiamo potuto innovare in ogni direzione. Poi sono arrivati i concorrenti”.
Cos’è cambiato sul mercato?
“Oggi, se si guarda i cataloghi, le specifiche sono uguali: stessa CPU, stessa certificazione IP, stesso standard MIL. È difficile trovare differenze, però noi non competiamo sulle specifiche e non puntiamo a essere il dispositivo più resistente in assoluto. La nostra missione è sostenere chi aiuta gli altri: soldati, polizia, ambulanze, vigili del fuoco. Non siamo direttamente coinvolti nelle operazioni, ma sosteniamo le attività che salvano vite, dagli incidenti a tante altre situazioni nel mondo”.
Molti usano i tablet consumer, ma in certe situazioni può servire un dispositivo rugged.
“Ci sono situazioni estreme dove essere connessi ed avere un prodotto resistente è fondamentale. Per dire, penso a chi viaggia in alto mare o sale in altitudine”.
Cosa cambia nei nuovi modelli?
“Sonomolto più leggeri e hanno uno schermo più grande a parità di ingombro. È la differenza principale. In Europa, dove molti lavoratori sul campo si muovono a piedi e portano il dispositivo in mano tutto il giorno, peso e dimensioni contano molto. In Giappone e negli Stati Uniti la situazione è diversa: si lavora più spesso da veicoli, quindi ci si preoccupa meno. Il modello precedente, il G2, era un tablet da 10 pollici: il nuovo è più leggero di circa 400-500 grammi, con lo stesso form factor e uno display maggiore”.
L’altro tema è l’aggiornamento tecnologico.
“Di generazione in generazione, per via dei lunghi tempi di sviluppo, arrivavamo sempre in ritardo sugli ultimi chipset Intel. Ora abbiamo accorciato i tempi di sviluppo e produzione: possiamo montare le tecnologie più recenti e portarle sul mercato molto prima. È un vantaggio concreto per i clienti”.
E i materiali?
“Non cambiano molto, anche se valutiamo sempre nuove possibilità. Per ora usiamo una lega di magnesio per lo chassis, la riteniamo il miglior compromesso tra durata, longevità e peso. È sempre un equilibrio: se serve più robustezza possiamo fare qualcosa di molto più pesante, ma il peso poi si paga”.
Sulle batterie si parla di passaggio dal litio al silicio-carbonio. Voi che direzione seguite?
“Questo non riguarda solo la mia divisione, ma l’intero gruppo Panasonic, che ha una società dedicata all’energia con specialisti che innovano continuamente sulle batterie. Come forse sapete collaboriamo con Tesla negli Stati Uniti, ora anche su dispositivi più piccoli. Oggi la domanda di batterie è enorme, soprattutto per i data center dell’intelligenza artificiale, e come gruppo cerchiamo sempre nuove tecnologie”.
Al primo posto resta la sicurezza, comunque.
“Certo. Le compagnie aeree, per esempio, pongono limiti ai power bank, mentre le batterie dei dispositivi devono poter viaggiare sempre con l’utente. L’autonomia è importante e la stiamo estendendo, ma la sicurezza resta la priorità. Anche qui è un equilibrio: possiamo rendere una batteria più stabile, ma dovendo rinunciare a qualcos’altro”.
Senza svelare segreti: come saranno i dispositivi del futuro, più leggeri, più...?
(ride) “Non possiamo prevederlo, e non ho nulla da nascondere: ne discutiamo di continuo. Oggi il mondo è molto concentrato sull’AI, che è soprattutto software, ma sul lato hardware dobbiamo poter fare qualcosa di meglio. È la sfida più vicina. C’è poi un progetto nuovo…”
Ovvero?
“In occasione dell’anniversario, nella sede in Giappone è partita un’iniziativa chiamata “Route 30”: non guarda solo ai trent’anni passati, ma a cosa sarà il Toughbook nei prossimi trenta, mettendo insieme conoscenze ed esperienze. Oggi serviamo persone che lavorano in condizioni difficili: possiamo estendere quel limite? Possiamo portare un dispositivo dove le persone ancora non arrivano, rendere possibile andare oltre? È un’idea di cui stiamo discutendo e che mi entusiasma molto”.
Un obbiettivo importante…
“Immagini un Toughbook esposto in un museo, accanto ai simboli delle grandi imprese in cui l‘Uomo è arrivato per la prima volta in un luogo, come le missioni Apollo. Vorrebbe dire aver creato un dispositivo che ha ampliato le possibilità umane. È un sogno, e vogliamo provare a disegnarlo”.
I DUE NUOVI PRODOTTI
Presentati a Londra, ecco i due nuovi prodotti rugged che Panasonic ha ideato per chi lavora sul campo.
TOUGHBOOK 34. È un 2-in-1 con display Full HD+ da 12,4 pollici (fino a 1.000 cd/m², AdaptiveTouch per dita, penna e guanti). Pesa il 13% in meno del predecessore nonostante lo schermo più grande. Usa due batterie da 40Wh e arriva a 18 ore con doppia batteria (+20% di durata). Ha Intel Core Ultra, Copilot+ PC, Wi-Fi 7, 4G/5G opzionali, protezione IP66, MIL-STD 810H e opera da -29°C a 63°C. La tastiera opzionale offre USB-A, HDMI, seriale, LAN e lettore SD, e c’è una maniglia retrattile.
TOUGHBOOK G3. È un tablet compatto da 10,1 pollici con tre batterie a scelta: 8,5, 17 o 24 ore per carica (+39% rispetto al G2mk3). La versione da 99Wh è la più capiente mai montata su un Toughbook. La batteria ha un una “bridge” opzionale per sostituirla a dispositivo acceso. Ha Intel Core Ultra Series 3, Copilot+, Wi-Fi 7, 4G/5G standalone e porta LAN. Moduli espandibili (smart card, impronte, codici a barre, SSD), cinque pulsanti programmabili, maniglia ergonomica e resistenza a cadute da 180 cm. Oggi è certificato IP65, mentre l’IP66 arriverà nel quarto trimestre 2026.
Entrambi offrono sicurezza Windows 11 Secured-core, Toughbook Guard (da configurare prima della produzione), certificazione Red Hat Enterprise Linux e Device Edge, e compatibilità con la maggior parte degli accessori dei modelli precedenti.
