Un terzo dei pazienti "ricoverati nei primi giorni di gennaio" dopo la strage di Crans -Montana "sono stati dimessi. Rimangono i ragazzi più gravi, oggi possiamo dire che sono fuori imminente pericolo di vita". A margine del consiglio regionale straordinario sulla sanità, l'assessore al Welfare Guido Bertolaso fa il punto sulle condizioni dei feriti ricoverati a Niguarda (un 16enne trasferito al Policlinico per essere sottoposto a Eicmo, "la macchina cuore polmoni" è in atesa di essere ritrasferito al Grande ospedale metropolitano. "I problemi respiratori per lui stanno migliorando sensibilmente ed è in uscita dalla terapia intensiva", anche se continua ad avere bisogno per esempio della ventilazione assistita.
La prognosi "non è ancora stata completamente sciolta - ha sottolineato Bertolaso-, ma lo facciamo per prudenza: con questo tipo di patologie, soprattutto i grandi ustionati, ci possono sempre essere ricadute, problemi di carattere infettivo, che ovviamente speriamo non debbano avere, ma dobbiamo fare attenzione". La cautela è d'obbligo: i feriti sono, infatti, sotto sedazione e vengono sottoposti a continui interventi per l'applicazione di cute, mentre per i danni subiti ai bronchi, dovuti ai veleni respirati, hanno ossigeno aggiuntivo, vengono sottoposti a lavaggi, terapia farmacologica e broncoscopie. "Siamo molto soddisfatti di quello che è il percorso che hanno realizzato fino a oggi" ha commentato l'assessore. Per i casi più gravi, feriti che hanno ustioni che vanno dal 40 al 70% del corpo, bisogna ragionare a lungo termine: ci vorranno mesi di cure continue, di fisioterapia e di trattamenti. Anche i due ragazzini che sono stati dimessi qualche settimana fa e che a breve torneranno a scuola, continueranno a sottoporsi a cure e medicazioni a Niguarda. Bertolaso ha poi raccontato della gratitudine per la visita di lunedì scorso del presidente della Repubblica Mattarella (nella foto): "Ai giovani è servito moltissimo vedere il massimo rappresentante delle nostre istituzioni essere vicino a loro, confortandoli ed esortandoli a guarire il prima possibile".
Così la donna italosvizzera,
dimessa lunedì, farà tutte le medicazioni periodiche a Milano, come la riabilitazione. "Mi pare - ha concluso l'assessore - che sia anche questo un segnale di gratitudine e rispetto per i servizi che le abbiamo garantito".