Immigrati, Fini al Pdl: "No a politiche razziste"

Il presidente della Camera alla festa del Pd: "Extracomunitari prima di tutto persone". E al governo: "L'approccio al problema non può essere solo quello della sicurezza. Il Pdl non copi la Lega". Poi sul testamento biologico: "Cercherò di far cambiare il testo, non decide la Chiesa"

Immigrati, Fini al Pdl: "No a politiche razziste"

Genova - "Ripugna la coscienza non considerare che chi arriva in Italia, regolare o no, è prima di tutto una persona" dice il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando alla Festa del Pd a Genova. "Se si parte dal presupposto che è una persona alcune politiche non dovevano essere inserite in un provvedimento legislativo" aggiunge Fini, ribadendo che serve una linea "fermissima contro le politiche discriminatorie e vagamente razziste". Un attacco diretto al governo e alla Lega Nord, al centro del dibattito con la Chiesa nelle ultime settimane.

Approccio miope "Ci sono diritti universali dell’uomo che non possono essere affermati da alcuni e negati da altri. Se la Lega non avesse smentito le affermazioni della Padania, ci si doveva chiedere che cosa c’entrava il Concordato perché stiamo parlando di diritti universali. Il tema dell’ immigrazione va affrontato con risposte globale e non parziali altrimenti il rischio è di un approccio parziale, per certi aspetti miope e sbagliato". Il presidente della Camera continua il suo ragionamento: "Affrontare un tema così grande con un’ottica molto riduttiva che qualche esponente politico in Italia ha, rischia di non portare da alcuna parte".

Il Pdl non copi la Lega Secondo Fini "la Lega Nord non può affrontare il problema dell’immigrazione guardando nello specchietto retrovisore, ho l’impressione che a volte accada questo. Mi auguro che il Pdl comprenda che se sul tema immigrazione si limita a produrre una fotocopia della politica dell’originale, dove per originale si intende la Lega, è naturale che l’originale sia sempre più gradito. Per questo è necessario che il Pdl affini l’approccio alla materia". Il presidente della Camera interviene alla Festa del Pd a Genova "spogliandosi - come lui stesso ha detto - dei panni del presidente della Camera" per tornare a vestire quelli di "uno dei fondatori del Pdl".

Cambiare il testamento biologico "Non credo che si tratti di favorire la morte, ma di prendere atto della impossibilità di impedirla, affidando all’affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione". Fini dal palco del Pd afferma che farà "il possibile per correggere alla Camera un testo che difetta nel rispetto di questo principio. Non voglio fare - afferma Fini - nessuna crociata contro i cattolici, per i quali ho il massimo rispetto, ma chi dice che su queste questioni decide la Chiesa e non il parlamento, per me è un clericale e io dico che no, spetta al parlamento decidere". "Ogni cittadino e ogni parlamentare - ha affermato Fini - deve rispondere alla sua personale coscienza. Su questioni relative alla vita e alla morte non ci può essere un vincolo di maggioranza o di partito".

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