Inchiesta G8 La Cassazione: «Potere spregiudicato»

«Utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali che ha realizzato una rete di interessi intrecciati». È questo, secondo la sesta sezione penale della Cassazione, il tratto distintivo della cosiddetta «cricca» coinvolta nell’inchiesta sull’appalto della scuola Marescialli dei Carabinieri di Firenze. Nelle motivazioni della sentenza i giudici spiegano perché lo scorso 10 giugno è stato deciso il trasferimento dell’inchiesta a Roma con la conferma delle misure cautelari per Fabio De Santis, Francesco De Vito Piscicelli e Guido Cerruti. Nessun dubbio, da parte dei giudici, sulla «sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza». Ad essere disegnato è «un sistema di potere in cui appare normale accettare e sollecitare utilità di ogni genere e natura da parte di imprenditori del settore delle opere pubbliche, settore nel quale quei pubblici ufficiali hanno potere di decisione e notevole potere di influenza, e gli imprenditori aspettative di favori, nel quale De Santis è, con altri, protagonista, De Vito Piscicelli in consolidato rapporto, Cerruti (...) disponibile a cogliere l’occasione palesemente anomala». Per quel che riguarda il trasferimento nella capitale la Cassazione spiega che «le condotte per le quali sono indagati Piscicelli, Cerruti e De Santis sono state tutte consumate a Roma e non costituiscono autonomi episodi criminosi».

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